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Lago di Como, il geologo lancia l'allarme alla Cbs

Poca acqua e pochi pesci. Gli effetti del clima sul Lario

Lago di Como

I dati sono davvero allarmanti e mettono in luce attraverso il Lago di Como un problema globale. Il geologo Filippo Camerlenghi, intervistato da Cbs News ha affarmato che c'è uno spazio di più di un metro tra la vecchia linea di galleggiamento e quella attuale. Esteso attraverso tutta la superficie del lago si ottengono miliardi di litri d'acqua che sono scomparsi, abbastanza da causare una pericolosa erosione e persino possibile frane.

L'esaurimento dell'acqua sta anche uccidendo i pesci, lasciando al governo locale la creazione di alcuni vivai di pesci per cercare di ricostituire le riserve di specie a rischio. Nonostante questi sforzi, William Cavadini, capo della locale associazione di pescatori, ha affermato che per coloro che fanno affidamento sulle acque per il proprio sostentamento il momento è difficilissimo.

"Il livello dei pesci è inferiore di circa il 50% rispetto a 10 anni fa", ha detto a CBS News. "Abbiamo già perso l'alborella. Un pesce piccolo, di cui si nutrono anche i preziosi persici, molto famoso a Como e ora quasi completamente scomparso".

Per capire perché il livello dell'acqua del Lario sta scendendo, occorre salire in quota. Il corrispondente in Italia della Cbs, Chris Livesay, ha scalato fino a un'altitudine di oltre 3500 mt. dove si trova il ghiacciaio Fellaria. "Con il riscaldamento globale, non è rimasto quasi nessun ghiacciaio. Dalla fine del 1800, il ghiacciaio Fellaria ha perso i due terzi della sua massa totale, in media oltre 6 metri ogni anno" - ha detto il geologo Michele Comi, cresciuto in un rifugio vicino alla sua base. 

Quasi tutti i ghiacciai del mondo si stanno sciogliendo a velocità record e minacciano la fornitura di acqua ai luoghi sottostanti. "Il problema inizia in montagna, poi al lago, poi in pianura" - ha spiegato Comi. Nel cambiamento climatico nulla è locale, tutto è globale". Como è solo uno dei tanti laghi della regione che affrontano le stesse sfide dei cambiamenti climatici in tempo reale, proprio davanti ai nostri occhi.

Una dimostrazione arriva anche dal massiccio del Monte Legnone e dal suo piccolo glacionevato, un nevaio perenne a 2360m di altitudine, chiamato Nevaio del Colombano, di cui ormai non rimane quasi più nulla. 

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