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Paratie, Frangi e Camesasca: "Nessuno può chiamarsi fuori, dobbiamo vergognarci tutti"

Da sinistra: Orsenigo, Galimberti, Manfredi, Minonzio, Buzzi, Frangi, Camesasca, Doria Non c'è stato spazio soltanto per il dibattito sul futuro del capoluogo e sulle classi (non) dirigenti di città e territorio, ieri, al Circolo di...

Frangi e Camesasca

Andrea Camesasca, albergatore ed esponente della giunta della Camera di Commercio con delega al turismo, si è domandato dapprima "se la giunta Lucini sia sempre stata libera di poter compiere le scelte" - forse rimandando ai vincoli imposti al Comune dall'aver ottenuto i fondi regionali per la Legge Valtellina e proprio per la difesa dalle esondazioni - ma poi ha invocato "un camouflage per rendere meno visibile quel cantiere, almeno fino a che resterà così. Non possiamo permetterci di dire ai turisti per il quarto anno consecutivo (rispetto al voto del 2012, perché il cantiere in realtà risale al 2008 ndr) che non abbiamo fatto nulla. Dobbiamo vergognarci tutti di questa situazione, non soltanto il sindaco".

Pesanti - ma molto franche - le parole del presidente di Confcooperative Insubria e della Fondazione Volta, Mauro Frangi, che è tornato al luglio 2012. Ossia a quando lui stesso presiedeva il Tavolo per lo sviluppo e la competitività del territorio che riunisce il mondo politico, imprenditoriale e associativo comasco e che produsse un documento di appoggio totale alla linea che annunciava la terza perizia di variante resa nota dall'allora neoeletto primo cittadino Mario Lucini. "Quel consesso condivise le prospettive per le paratie - ha affermato Frangi - Io ho fisicamente scritto quel documento e negoziai le parole con i protagonisti. Infatti non manca la firma di nessuno e per questo nessuno può chiamarsi fuori. Quel giorno si condivise un percorso che poi bisogna ammettere che non si è stati capaci, per vari motivi, di realizzare".

Nota: A quei fatti, il 27 gennaio scorso, dedicammo un editoriale intitolato "Paratie e società civile come bene assoluto: i documenti che fanno a pezzi la teoria" che - ovviamente per pura coincidenza - rievoca molti dei concetti espressi da Frangi: è consultabile cliccando qui.

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