Il piano segreto dell'Italia per invadere la Svizzera

Lo racconta lo storico militare Leonardo Malatesta nel suo nuovo saggio

Immagine di copertina

"Piano Vercellino" è il nome dato alla pianificazione operativa che l’esercito italiano ideò contro la Svizzera. Questo progetto, sviluppato nel 1940 dallo Stato maggiore, aveva come obiettivo l’invasione e l’occupazione della Confederazione elvetica. Prevedeva lo smembramento dello stato svizzero e l’annessione del territorio a sud delle Alpi all’Italia. Il Piano Vercellino, così denominato dal cognome del comandante dell’Armata del Po, il generale Mario Vercellino, prevedeva che le operazioni si svolgessero principalmente in Ticino, ma con manovre che avrebbero potuto interessare anche il Cantone dei Grigioni e il Canton Vallese.

Lo studio si basa su un’analisi dettagliata del territorio avversario, sia dal punto di vista geografico, sia per quanto riguarda la dislocazione delle forze e delle fortificazioni. Per la redazione di questo volume Leonardo Malatesta si è avvalso di fonti archivistiche inedite provenienti dall’archivio dell’Ufficio Storico dello Stato maggiore dell’esercito italiano. L’arco temporale indagato dall’autore copre un ampio periodo storico, dai primi anni dopo l’unità d’Italia alla Seconda guerra mondiale, per focalizzare poi l’attenzione sul cosiddetto Piano Vercellino. Il libro pubblicato da Armando Dadò, si intitola L'invasione della Svizzera. Piani di guerra italiani dal 1861 al 1943 (Italiano) ed è acquistabile qui.

Malatesta COP-2

Nato nel 1978, Leonardo Malatesta è Dottore in Storia. Direttore dell’Istituto Internazionale di Studi Storico Militari Divisione Pasubio, Presidente della Sezione di Schio dell’Istituto del Nastro Azzurro, Vice Presidente della Sezione Trentino dell’Istituto Italiano dei Castelli e consigliere Scientifico dello stesso Istituto, membro del Comitato Scientifico dell’Associazione Bunker Soratte, del Consiglio del Comitato di Treviso dell’Istituto per la storia del risorgimento e consulente storico per il comune di Enego per i lavori di restauro di forte Lisser e collaboratore dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito Italiano. Studia la storia militare italiana ed europea dal 1848 ai giorni nostri.

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