Troppi morti annegati nel lago di Como: le 10 regole di sicurezza del bagnante

Codacons invia il decalogo dopo l'episodio avvenuto giovedì scorso, 27 agosto, che ha visto una bimba di soli 12 anni essere trascinata via dalle forti correnti

La tragica vicenda della bimba probabilmente annegata nel lago di Como (ramo lecchese) è accaduta giovedì 27 agosto, quando la piccola una volta entrata in acqua sarebbe sfuggita dalla mano della madre e le forti correnti l’hanno trascinata al largo, come riportato anche nel nostro articolo

La mamma agitata e preoccupata ha lanciato subito l’allarme.
Le ricerche sono proseguite tutta la notte ma senza successo. Ieri i sommozzatori hanno perlustrato anche la zona più Nord del lago nella speranza di trovare la piccola.
Numeri agghiaccianti, che sottolineano la pericolosità della balneazione e che riportano all'attenzione comune la necessità del rispetto del decalogo delle 10 regole di sicurezza per il bagnante:

1) valutare le capacità natatorie in relazione alle condizioni climatiche (temperature, onde, vento), alle correnti e alle altezze (in caso di tuffo);

2) mai avventurarsi da soli lontano dalla riva;

3) prestare attenzione all'escursione termica all'ingresso in acqua;

4) non entrare in acqua se non in perfette condizioni di salute;

5) attendere tre ore dai pasti;

6) non forzare le proprie prestazioni fisiche;

7) non tuffarsi da mezzi di navigazione sia fermi che in movimento;

8) non avventurarsi in apnee e prestare attenzione all'iperventilazione;

9) non arrampicarsi sulle scogliere;

10) nuotare nelle apposite aree riservate ai bagnanti (se vi sono) e in ogni caso mantenersi a distanza di sicurezza dai natanti.

Il Codacons, per garantire la sicurezza nei mesi estivi, chiede ai Sindaci dei comuni attigui al Lago, l'emanazione di ordinanze urgenti per tutelare i cittadini meno avvezzi alla balneazione.
"Ogni bacino idrico può nascondere un pericolo se sottovalutato - commenta il Presidente del Codacons Marco Donzelli - La stagione estiva e la vacanza non sono una scusa per dimenticare le regole di sicurezza. E' opportuno nominare un
responsabile comunale addetto alla sorveglianza dei punti più pericolosi per i bagnanti e aumentare la cartellonistica richiamante i pericoli, soprattutto nelle zone in cui si sono verificati in precedenza eventi spiacevoli".

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