Emergenza caldo a Como, aumentano i malori: record di telefonate al 118

Venerdì 28 giugno nella sala operativa lariana 758 chiamate contro le 520 normali

Repertorio

Ondata di caldo africano a Como ed è boom di malori, soprattutto tra gli anziani. L'afa e del caldo eccezionale di questi giorni con temperature fin quasi a 40 gradi non si arresta e porta a un superlavoro per i mezzi di soccorso e per la centrale operativa del 118 a causa dell'aumento dei malori. Normalmente la sala operativa Laghi/Como di Areu (Azienda Regionale Emergenza Urgenza) registra circa 520 chiamate al giorno, mentre nel weekend appena passato, caratterizzato appunto da temperature roventi, il numero è schizzato fin oltre 730. Il picco è stato registrato venerdì 28 giugno con 758 telefonate, passate a 728 sabato e 730 domenica. Lunedì 1° luglio il trend è in linea con i giorni precedenti. E la situazione è analoga anche nelle altre centrali operative del 118. Nell'area metropolitana di Milano venerdì sono state 2402 le chiamate.
Chiamate che, come detto, sono soprattutto per malori e che riguardano per più del 50% la popolazione anziana.

Un picco che mette a dura prova il servizio: la priorità va ovviamente alle richieste più urgenti, quelle in codice giallo e rosso nello smistamento dei soccorsi.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Spot
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Autocertificazione per chi si sposta: il modulo aggiornato (il quarto)

  • Dall'ospedale Spata scrive una durissima lettera a Gallera: "I medici non sono stati coivolti nelle decisioni"

  • Regole più severe per tutta la Lombardia: c'è anche il divieto di sport all'aperto

  • Il questore di Como chiarisce i casi in cui per la spesa e i farmaci si può uscire dal proprio comune

  • Como, supermercati e farmacie: ora possibile misurare la febbre a chi entra

  • Il grido d'aiuto degli infermieri di Como: "Siamo pochi e ci stiamo ammalando"

Torna su
QuiComo è in caricamento