Bomba di caldo record a Como: temperature fino a 39 gradi

Giornata di caldo intenso e afa su tutta la provincia

Caldo da bollino nero a Como: una giornata incandescente sul Lario e in gran parte d'Europa, con picchi fin quasi a 39 gradi a Cantù. Ma le temperature sono state elevatissime in tutta la provincia. Una giornata particolarmente difficile da sopportare soprattutto per l'afa. 

“Come nelle attese il pomeriggio di giovedì mostra tutta la potenza di questa eccezionale ondata di calore, con diversi record di giugno frantumati in pianura e non solo.” – lo confermano i meteorologi di 3bmeteo.com che spiegano – “Alle ore 1530 tutta la Valpadana registrava temperature comprese tra 36°C e 38°C, con punte di 39-40°C su pianura emiliana da Piacenza a Bologna, ma anche Piemonte, specie alessandrino e occasionalmente sulla pianura lombardo-veneta. Frantumati diversi record di giugno, la maggior parte dei quali risalenti al 2003".

“Se la Valpadana risulta rovente, temperature ancora più incredibili si stanno registrando sulle Alpi, dove di fatto si stanno frantumando record non solo di giugno ma di sempre, con temperature sopra la media anche di 10-15°C.” – proseguono gli esperti di 3bmeteo.com – “a 1000m si registrano fino a 35-36°C".

Le previsioni per i prossimi giorni

“Nella giornata di venerdì il caldo sarà in lieve smorzamento al Nord, ma rimarrà comunque molto intenso ( punte di 36-38°C ) e soprattutto afoso per umide correnti orientali, con elevata sensazione di disagio. Nel weekend il caldo a smorzarsi al Nord,. pur rimanendo afoso, mentre nella prossima settimana andrà intensificandosi su adriatiche e Sud. Di fatto dunque il caldo rimarrà intenso, pur con delle modulazioni, per almeno altri 8-10 giorni.” – conclude Ferrara di 3bmeteo.com.

Caldo, allarme Ozono in Lombardia

Con il caldo arriva anche l'allarme ozono nelle aree verdi. Superata la soglia 'consentita' a Milano, Monza-Brianza, Como, Varese, Bergamo, Brescia, Lecco, Cremona, Lodi e Pavia. Le previsioni meteorologiche per i prossimi giorni non fanno ben sperare, con il rischio di arrivare alla soglia di allarme di 240 µg/m3 come massima media oraria. L'ozono, spiega l'Arpa, "è un inquinante secondario con caratteristiche particolari: non è emesso praticamente da alcuna sorgente ma si forma in atmosfera attraverso un insieme di reazioni che coinvolgono la radiazione solare, il biossido d'azoto, l'ossigeno e composti organici volatili".

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