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Blitz naziskin nella sede di Como senza Frontiere: tutti condannati

Sinistra italiana: "Sentenza importante e significativa"

Sono stati condannati i 13 militanti del Fronte Veneto Skinheads che nel 2017 hanno fatto irruzione nella sede di Como senza Frontiere. Ieri, 2 febbraio è arrivata la sentenza del Tribunale di Como. Con l'accusa di violenza privata aggravata in concorso, queste le condanne inflitte: 1 anno 9 mesi e 10 giorni per due persone, per tutti gli altri 11 a 1 anno e 8 mesi. Il giudice non ha richiesto nessun risarcimento, che eventualmente potrà essere valutato in un'altra sede.

Il commento di Sinistra Italiana

"È un atto importante e significativo per Sinistra Italiana, per le sinistre, per le reti che il nostro partito a livello territoriale, nazionale e internazionale sostiene, la condanna dei 13 neofascisti del Veneto fronte skinheads da parte del giudice del Tribunale di Como (2 febbraio 2022). Lo è perché Sinistra Italiana lavora dalla sua costituzione con Como senza frontiere, rete di organizzazioni sociali, sindacali e politiche della città da sempre la parte più attenta ai diritti. Lo è perché il Tribunale di Como, confermando la lucida e documentatissima analisi dei fatti descritta dalla Pubblica ministero e dell’avvocato di Csf Gianluca Giovinazzo ha colto il legame tra proclami razzisti e fascisti, pericolo sociale e violenza privata agita da chi deve trovare nella Legge un contenimento quando compie azioni illegali e potenzialmente eversive".

"I sodali dei condannati del Vento fronte skinhead sono - pur nella diversità delle famiglie delle destre fasciste italiane - coloro che, strumentalizzando le posizioni contro il green pass, hanno organizzato l’assalto alla sede della Cgil a Roma, attacchi contro organizzazioni e istituzioni della solidarietà dell’antifascismo ovunque, anche a Como, sempre protetti dalle colpevoli sottovalutazioni di partiti delle destre al governo della città, che anche quando ne criticano le azioni non lo fanno schierandosi dalla parte della Costituzione nata dalla Resistenza". 

"Particolarmente grave è stata la scelta, istituzionalmente inconcepibile, del sindaco Mario Landriscina che non solo non ha partecipato alla grande manifestazione nazionale unitaria di condanna dell’incursione squadrista contro Csf, tenuta a Como il 9 dicembre 2017, ma ha scelto, nonostante il reato sia stato compiuto in una sede comunale, di non essere Parte civile al processo, facendo mancare a Csf ogni solidarietà della Giunta comunale della città. A fianco della rete antirazzista e antifascita comasca è stata forte, invece, l’azione di quella parte della città che vede nei diritti umani, nella solidarietà, nell’accoglienza, nel rifiuto della violenza il centro della propria azione politica. Così a sostenere insieme a tutte le organizzazioni e alle persone aderenti a Csf si sono mobilitate, richiedendo la costituzione di parte civile anche Anpi, Arci, Cgil, Luminanda, Rifondazione Comunista e Sinistra Italiana. Insieme la “bella Como” ha vinto".

Il commento dei sindacati

La Cgil di Como esprime soddisfazione per la sentenza che condanna alcuni esponenti del Veneto Fronte Skinheads, autori a fine novembre 2017 di un blitz squadrista durante una riunione di Como Senza Frontiere.

«Dopo tanti rinvii – commenta il segretario generale Umberto Colombo – il tribunale sancisce che quella irruzione fu un reato. Noi avevamo chiesto di costituirci parte civile proprio perché ritenevamo quell’azione gravissima. Oltre ad aderire a Como senza frontiere, abbiamo fin da subito condannato quell’attacco perpetrato ai danni di un’assemblea democratica organizzata da parte di una rete che si occupa di inclusione e solidarietà».
Una condanna ancora più importante oggi, visti anche i recenti episodi come l’attacco alla sede della Cgil nazionale. «Contro queste recrudescenze fasciste e intolleranti – conclude Colombo – anche da parte delle istituzioni deve arrivare una risposta democratica».

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