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Martedì, 21 Maggio 2024
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Rapinese e gli asili nido: giro di vite sui bambini provenienti da altri Comuni

D'ora in avanti l'intero costo del servizio dovrà essere sostenuto dal Comune di provenienza

Continua l'azione del sindaco di Como Alessandro Rapinese nell'ottica di riorganizzazione dei servizi comunali e di risparmio per le casse di Palazzo Cernezzi. Ancora una volta al centro di un'importante delibera di giunta ci sono gli asili nido della città, ma nel "mirino" ci sono questa volta solo le famiglie dei bambini che provengono da altri Comuni. L'amministrazione Rapinese ha stabilito che il costo del servizio nido erogato per i bambini provenienti da fuori Como sia sostenuto interamente dal proprio Comune di residenza. Non sarà più possibile iscrivere un bambino a un nido di Como senza che il Comune di residenza abbia prima sottoscritto una convenzione con il Comune capoluogo con la quale si impegna a pagare l'intero costo del servizio sostenuto. 

Rapinese ha spiegato che "deciderà poi il Comune di residenza del bambino se e quanto far pagare alla famiglia". "Una cosa è certa - ha aggiunto il sindaco Rapinese - il Comune di Como, vale a dire i cittadini comaschi, non pagheranno pù di tasca propria un servizio ai cittadini residenti in altri Comuni".

Come si legge nelle premesse della delibera da poco approvata "il costo medio annuo di un bambino per la frequenza all’asilo nido comunale è stato, per l’anno 2022, di 15.463,99 euro, calcolato per differenza tra la spesa del servizio a carico dell’Amministrazione, ammontante a 4.722.189,34 euro e le entrate da riparto del Fondo Sociale Regionale, ammontante a 160.310,92 euro, rapportati al numero medio dei bambini iscritti, pari a 295". Al netto delle rette mediamente sostenute dalle famiglie il costo per il Comune di Como è di circa 11mila euro a bambino, anche per i bimbi residenti in altri Comuni. "Con questa nuova delibera - ha concluso Rapinese - abbiamo messo fine a questo esborso che dovrà essere sostenuto dai Comuni dove risiedono le famiglie dei bambini che provengono da fuori Como".

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