Provincia di Como: 15 paesi a rischio frane o allagamenti

Lo rivela uno studio di Legambiente, ma il numero potrebbe essere molto più alto

in'indagine di Legambiente ha cercato di individuare quanti e quali siano i Comuni a rischio idrogeologico. Su Lario Legambiente ha inviato a ciascun Comune un questionario da compilare per poi analizzare le risposte e valutare gli eventuali rischi. Dei Comuni lariani solo 24 hanno risposto al questionario. Pochi, sicuramente, eppure di questi ben 15 sono risultati soggetti a rischio idrogeologico, quindi frane, smottamenti e allagamenti.

Sul tema interviene il Codacons che sottolinea come il rischio riguardi "attività produttive, aree residenziali, strutture ricettive tuttora troppo vicine ad aree soggette a possibili esondazioni o frane".

In ogni caso, sulla base delle risposte avute dai Comuni, Legambiente ha individuato almeno 15 comuni della provincia, compreso il capoluogo a rischio idrogeologico. In città, tra esondazioni in piazza Cavour, ingrossamenti di torrenti e frane la situazione è sicuramente problematica.

Ma indicazioni non troppo diverse arrivano da Eupilio e Gera Lario, dove il torrente San Vincenzo costituisce da sempre una seria minaccia. 
Anche Cantù presenta case e fabbriche in zone a rischio frane e allagamenti, così come Cavargna, Maslianico, Ponte Lambro, Porlezza, Rodero e Valsolda.

Le indicazioni giunte a Legambiente da Carimate, San Siro e Uggiate Trevano parlano invece di case in aree considerate critiche, mentre a Casnate e Grandate viene segnalata la presenza di industrie potenzialmente pericolose.

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"Il Codacons ha richiesto un intervento del governo e del ministero dell’Ambiente - hanno fatto sapere dall'associazione di consumatori - al fine di orientare le politiche edilizie in Lombardia, imporre ai comuni di effettuare i dovuti monitoraggi e manutenzioni, oltre alla redazione del piano di emergenza, documento obbligatorio. L’associazione effettuerà inoltre un esposto alla Procura della repubblica di Como, affinché vengano puniti eventuali reati commessi dalle amministrazioni comunali nella predisposizione dei piani regolatori".

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