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Tangenziale di Como e Pedemontana, beffa infinita: i pedaggi rincarano

Tangenziale di Como e Pedemontana, beffa infinita: i pedaggi rincarano

Tangenziale, siamo alle comiche: il secondo lotto alternativo non esiste. Ma passa dentro le case

Ha davvero le sembianze di un pasticcio di proporzioni autostradali la sostanziale sparizione definitiva dagli atti ufficiali che contano davvero - in primis e in origine di tutto, i documenti di programmazione urbanistica della Regione, e ora...

Ha davvero le sembianze di un pasticcio di proporzioni autostradali la sostanziale sparizione definitiva dagli atti ufficiali che contano davvero - in primis e in origine di tutto, i documenti di programmazione urbanistica della Regione, e ora, come abbiamo riferito qui ieri, paradossalmente anche quelli dello stesso Comune di Como - del secondo lotto della Tangenziale di Como.

Ricapitolando: il secondo lotto "vero" costava troppo e non è stato realizzato da Pedemontana; una serie variopinta di associazioni di categoria (anche comasche, a partire dalla Camera di Commercio) nell'ultimo lustro ha fatto finta di credere al progetto di una ulteriore autostrada tra Varese, Como e Lecco, realizzando un mero studio di fattibilità che non soltanto per la realizzazione costerebbe centinaia di milioni di euro (pagati da chi? Mistero), ma che per arrivare a Lecco teoricamente dovrebbe poggiare proprio sul secondo lotto della Tangenziale di Como; ma questo secondo lotto, che come abbiamo visto già manca dei soldi necessari, ora - a causa dell'impossibilità per Regione e Comuni di mantenere i vincoli sui terreni interessati in assenza di cantieri attivi - ora è sparito anche dai documenti di programmazione urbanistica e infrastrutturale di Pirellone e Palazzo Cernezzi; in compenso, in quegli stessi atti, come teorico surrogato figura un tracciato Como-Orsenigo che nella realtà non esiste, è un disegno su carta realizzato dalla Provincia a scopo puramente dimostrativo, nulla più.

E in tutto questo (quindi con un'autostrada fantasma, la Varese-Como-Lecco, che dovrebbe innestarsi su un secondo lotto comasco altrettanto fantasma) si scopre persino che, persino volendo, quel teorico tracciato alternativo Como-Orsenigo passerebbe su terreni nella zona vicina all'area Bassone che prevedono due progetti già approvati per prossimi insediamenti anche residenziali che già a suo tempo vennero modificati per ospitare il tracciato originario della tangenziale. Come a dire che i privati proprietari delle aree, che già adeguarono i proprio progetti al tracciato del secondo lotto "vero" della Tangenziale, ora dovrebbero rimodificare i proprio elaborati per ospitare una direttrice Como-Orsenigo che però nei fatti non esiste. Una devastante causa sicura contro Regione e Comune, probabilmente.

Questo, a oggi - ci si creda o no - è lo stato reale delle cose per il secondo lotto della Tangenziale di Como. Il nulla. Ed è già qualcosa. Il resto, infatti, sono chiacchiere racchiuse nel gigantesco fallimento di un territorio.

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