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Stazione-dormitorio, Molteni (Lega): "Una vergogna per Como". Magatti: "Istituzioni presenti"

Si allarga - su due binari distinti e lontanissimi - la polemica politica attorno alla stazione San Giovanni di Como utilizzata ormai da mesi, nelle ore notturne, come dormitorio da un numeroso gruppo di immigrati e da alcuni senzatetto italiani...

Si allarga - su due binari distinti e lontanissimi - la polemica politica attorno alla stazione San Giovanni di Como utilizzata ormai da mesi, nelle ore notturne, come dormitorio da un numeroso gruppo di immigrati e da alcuni senzatetto italiani. Oggi - con punti di vista radicalmente opposti - sono intervenuti il deputato della Lega Nord, Nicola Molteni, e l'assessore ai Servizi sociali del Comune di Como, Bruno Magatti.

lega-cavallasca-molteni Il leghista ha usato toni decisamente duri: "Il degrado in cui versa la stazione di Como, diventata luogo di bivacco e dormitorio per immigrati e clandestini, è il segno tangibile del fallimento delle politiche di accoglienza e integrazione della sinistra e del governo. La stazione di Como è diventata un centro di accoglienza abusivo a cielo aperto, una vergogna per Como città turistica. E' giunto il momento di ripristinare decoro e legalità, espellendo e rimpatriando chi non ha diritto". Ricordando il bando recentemente aperto dalla Prefettura "per l'accoglienza agli immigrati da 18 milioni di euro", il parlamentare leghista si scaglia anche contro "un governo di incapaci filo-immigrazionisti" affermando che "africanizzare la provincia di Como è una sciagura. Presenterò un'interrogazione parlamentare al ministero dell'interno per riportare legalità e normalità nella stazione del capoluogo lariano". bruno-magattiDi tutt'altro tenore - unicamente rivolto a elogiare chi comunque si occupa di portare assistenza e cura alla stazione - è stato l'intervento dell'assessore Magatti che in una nota pubblica - riferendosi al caso San Giovanni - ha affermato che "un mondo che non cerca medaglie si muove intorno a quella realtà che ogni sera si rigenera nella stazione: donne e uomini delle forze dell'ordine e della Croce Rossa, sanitari dell'Asl, volontari. Alle loro spalle un coordinamento che si incontro la tavolo della Prefettura, cui siede anche il Comune di Como, agisce e rende disponibili risorse, competenza, servizi". Pur senza mai affrontare il tema dell'anomalia di una stazione pubblica ridotta a dormitorio notturno, con persone ridotte a dormire per terra tra viaggiatori in transito, sporcizia e temperature poco clementi, l'assessore ha anche specificato che "i rifugiati stranieri che sono in stazione non sono sempre gli stessi", poiché "dal centro richiedenti asilo gestito dal Comune chi si è visto riconosciuto io diritto è stato inviato alle strutture Sprar" e "il posto lasciato libero è subito rimpiazzato da qualcuno che ha raggiunto Como e si è rifugiato alla stazione". Magatti evidenzia anche che a San Giovanni "si trova anche qualche italiano (nella sera del 25 gennaio, ad esempio, 17 su 29 persone presenti) che, se comasco, è per lo più conosciuto e seguito dai servizi, ma per motivi diversi ha deciso di rifiutare un'offerta d'aiuto". A tutti, comunque, è le istituzioni continuano a garantire una supervisione igienico-sanitaria, ticket per accedere alle docce dei bagni pubblici comunali e offronto interventi sanitari".

Unica concessione dell'assessore alla realtà vista con gli occhi di chi non vive sul pavimento della stazione, la chiosa finale: "Malgrado la quotidiana attenzione da parte di molte persone e istituzioni a questo processo ogni giorno diverso, l'apparenza è quella di una condizione immutabile e trascurata".

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