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Cronaca Guanzate

Vendevano pezzi di ricambio Iveco contraffatti nel Comasco: sequestro di beni per 1 milione di euro

La rete di vendita arrivava in tutta Italia

Le indagini sono iniziate nel maggio del 2021, quando gli uomini della guardia di finanza di Olgiate Comasco hanno trovato in una stamperia di Guanzate migliaia di pezzi di ricambio contraffatti con il marchio Iveco e tutto il materiale per falsificare etichette e confezioni. L'inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica del tribunale di Como ha permesso di ricostruire l'ampio giro d'affari illecito che aveva base nel Comasco. A conclusione delle indagini i finanzieri hanno potuto porre sotto sequestro rapporti bancari, beni mobili e immobili per un valore di circa 1 milione di euro.

Il sequestro a Guanzate

All’interno del sito produttivo, venivano complessivamente sottoposti a sequestro penale 980 pezzi di ricambi (frizioni e filtri d’aria) riportanti il logo contraffatto Iveco, 84mila confezioni ed adesivi contraffatti, riportanti anch'essi il predetto marchio, nr. 3000 pezzi di ricambi automobilistici "vergini", nr. 6 macchinari per la stampa e per il confezionamento, 28 cliché, 13 quadri per stampe, nonché documentazione amministrativa utile alla ricostruzione della filiera commerciale, per un valore commerciale pari ad oltre un milione di euro.

Loghi falsi in una stamperia di Guanzate

Giro d'affari illegale in tutta Italia

La documentazione acquisita nel corso della perquisizione presso la stamperia di Guanzate ha consentito di individuare tutti i soggetti che, a vario titolo, hanno commissionato la stampa del logo contraffatto e proceduto alla vendita del prodotto, motivo per cui i finanzieri olgiatesi, su ordine della Procura, avevano già proceduto ad eseguire 23 perquisizioni presso le sedi legali e le unità operative di 13 aziende, dislocate in Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Campania e Puglia, dove sono state sottoposte a sequestro ulteriori 12.218 pezzi di autoricambi contraffatti (già confezionati e prossimi alla vendita), 10.716 confezioni ed adesivi contraffatti, 2 impianti di stampa, oltre a copiosa corrispondenza informatica, documentazione contabile ed extracontabile, afferente i rapporti commerciali intrattenuti tra la stamperia abusiva e le società committenti. L’analisi dell’ingente mole dei dati informatici acquisiti e della documentazione contabile sequestrata ha consentito di ricostruire, analiticamente, il profitto del reato di contraffazione ottenuto dai soggetti esecutori ed ideatori del sistema criminoso.

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