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Centro cottura, è bagarre. Rapinese: "Referendum boicottato". La replica: "Iter in corso"

"L'altra volta, almeno, le firme me le avevano fatte raccogliere...". La butta sull'ironico il capogruppo di Adesso Como, Alessandro Rapinese, anche se subito dopo definisce "un atto gravissimo, senza precedenti e che danneggia l'istituzione...

"L'altra volta, almeno, le firme me le avevano fatte raccogliere...". La butta sull'ironico il capogruppo di Adesso Como, Alessandro Rapinese, anche se subito dopo definisce "un atto gravissimo, senza precedenti e che danneggia l'istituzione quanto sta accadendo". Si riferisce, il consigliere, all'oblio in cui dal 26 gennaio scorso è finita l'istanza referendaria protocollata in Municipio sul punto unico di cottura. In sostanza, dopo il flop dell'originaria proposta della giunta di realizzare un'unica maxicucina nell'edificio di via Isonzo, la proposta si è arenata e (a parte l'ipotesi di ricorrere alle cucine inutilizzate dell'ex Sant'Anna) non si più saputo nulla di certo. E così, l'ultimo giorno del 2015, Rapinese e un drappello di genitori illustrarono l'intenzione di realizzare una consultazione popolare sull'argomento. Due le domande che si vorrebbero sottoporre ai comaschi: "Vuoi che il comune di Como realizzi il punto unico di cottura?" e poi "Vuoi che il Comune di Como esternalizzi (ossia trasferisca a fornitori esterni) il servizio di ristorazione scolastica?".

Il 26 gennaio scorso, come detto, il consigliere protocollò la richiesta in Comune. "Da quel momento, esattamente come prevedono le norme e come accadde per Libeskind - spiega Rapinese - entro 15 giorni si sarebbero dovute riunire la commissione di esperti prima e la giunta poi al fine di deliberare in merito. Ebbene, il termine scadeva il 10 febbraio eppure ancora non è accaduto nulla. Calpestate tempistiche, regolamenti e soprattutto l'istituzione. Una cosa inaccettabile e offensiva anche verso il comitato e i genitori che vorrebbero democraticamente esprimersi su un tema molto importante".

libeskind-ottNon è noto al momento cosa potrà accadere dopo questo sforamento dei termini. "Non so se si tratti di dimenticanza o di boicottaggio, però mi viene il dubbio che ancora una volta non si voglia permettere ai cittadini di esprimersi, come accadde per Libeskind - dice Rapinese - Tra l'altro dovremmo raccogliere le firme entro fine maggio per poter votare nel 2016, altrimenti si andrebbe nel 2017 a ridosso del periodo elettorale. Ma d'altronde, da un'amministrazione che lamenta sempre problemi di bilancio ma da un anno e mezzo può e deve riscuotere circa 2mila euro di spese legali dal Comitato anti Ztl dopo la prima sentenza del Tar dell'aprile 2014 (quella che bocciò la richiesta di sospensiva rimandando la decisione nel merito emersa poi il 21 gennaio scorso, ndr) e non lo fa, ci si deve aspettare veramente di tutto".

Da Palazzo Cernezzi, senza ulteriori commenti, viene però fatto sapere che la segreteria generale "sta istruendo la pratica e quanto prima sarà convocata la commissione". Quando si dice la sintesi.
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