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Punto cottura, mille firme contro. Serata in via Picchi, il no di docenti e famiglie agli assessori

Mentre a Palazzo Cernezzi si avvicina il voto decisivo sull'assestamento di bilancio 2015 - l'approvazione o meno degli emendamenti per togliere la cifra per il centro unico di cottura determinerà l'avvio o lo stop della procedura - proseguono i...

Mentre a Palazzo Cernezzi si avvicina il voto decisivo sull'assestamento di bilancio 2015 - l'approvazione o meno degli emendamenti per togliere la cifra per il centro unico di cottura determinerà l'avvio o lo stop della procedura - proseguono i faccia a faccia di fuoco tra le famiglie (segnatamente quelle con i bimbi iscritti nella scuola primaria di via Isonzo) e gli assessori legati al progetto, Silvia Magni e Daniela Gerosa. Ieri entrambe, assieme a tecnico e dirigente di riferimento dell'operazione, hanno incontrato nella scuola di via Picchi (che dovrebbe ospitare i bambini da via Isonzo) dapprima gli insegnanti e subito dopo nuovamente i genitori. Tantissimi, come sempre ormai.

magni-picchi-3Il primo confronto ha prodotto una sorta di verdetto schiacciante: contrarietà assoluta delle insegnanti alla chiusura della primaria di via Isonzo con contestuale trasferimento nella scuola media vicina delle attività. "Una scuola è una casa, un centro di cultura, non è un semplice immobile - ha spiegato a fine incontro Linda Cavadini, assieme alle colleghe, autrici di un documento condiviso - Chiuderla e trasferirla significa chiudere la cultura che si faceva lì, in quel luogo e in quella comunità. Chiudere e spostare una scuola è un gesto che ha un significato simbolico e concreto molto forte, tanto più se fatto in un quartiere dove la scuola è baluardo di educazione, dove da anni la partecipazione intensa di genitori e docenti costituisce un esempio concreto. E invece, la scuola viene sostituita con un un centro di cottura, un non luogo". A queste motivazioni di base si sono aggiunte critiche per le conseguenze pratiche sull'attività e sull'organizzazione scolastiche legate all'accorpamento in via Picchi, e per questo il giudizio finale sul progetto resta "una contrarietà totale" non mitigata nemmeno da eventuali risposte attese entro una quindicina di giorni.

magni-picchi-2Il secondo round si è svolto con le famiglie. Non prima, però, che le mamme autrici della raccolta firme contro il centro unico di cottura e la chiusura della primaria di via Isonzo facessero il punto sulla raccolta firme in tutti i plessi di Como. "Siamo a mille firme - hanno detto - e altre ne devono ancora arrivare. Il Comune non può non tenerne conto". Sul punto - nel corso del faccia a faccia successivo - a domanda esplicita ha risposto Silvia Magni: "Ma certo che ne terremo conto, ci mancherebbe".

Accesissimo il confronto, con molti genitori che hanno "disperatamente" tentato di proporre, suggerire, avanzare proposte alternative alla chiusura della primaria di via Isonzo, che non convince evidentemente sotto alcun profilo. Un padre ha chiesto di valutare l'accorpamento della primaria di via Nicolodi con quella di via Isonzo, utilizzano la prima struttura come centro cottura; molti altri hanno invitato a considerare ancora l'ipotesi del centro non utilizzato di via Del Doss (scartato nuovamente dall'assessore Gerosa), qualcuno ha domandato perché non è considerata la scuola di Lora inutilizzata ("Non è baricentrica rispetto alle scuole", la risposta).

davInsomma - non senza qualche momento di tensione e toni alti - tentativi su tentativi di scongiurare la chiusura di via Isonzo, che però alla fine è parsa ai moltissimi presenti "già condannata" a dispetto delle parole del vicesindaco Magni: "Non è vero che abbiamo già deciso. Abbiamo assunto un indirizzo in giunta perché l'amministrazione deve lavorare tramite atti. Quell'indirizzo (a cui sono già seguiti incarichi professionali per 45mila euro, ndr) potrebbe essere confermato entro il 31 dicembre, così come potremmo decidere anche diversamente. Come sapete, nell'assestamento di bilancio abbiamo previsto i 700mila euro necessari alla costruzione del centro unico di cottura: se decidessimo di farlo (e se la maggioranza di centrosinistra approverà il documento in aula lunedì prossimo, ndr), questo ci consentirebbe di partire con l'operazione prima dell'approvazione del bilancio 2016, per concludere tutto entro fine 2016. In questo momento c'è questa prospettiva, ma non è tutto già deciso".

Alla fine, però, la sensazione della serata - terminata attorno alla mezzanotte - è stata quella di un muro contro muro senza punti reali di contatto. Con queste premesse - e sulla scorta delle mille firme raccolte in città contro il progetto della giunta - lunedì prossimo è probabile che molti genitori seguano il voto all'assestamento di bilancio in consiglio comunale presenziando alla seduta. "Noi di Prestino abbiamo dovuto prima accettare il centro d'accoglienza per gli extracomunitari e ora dovremo subire la chiusura della scuola e la realizzazione del centro di cottura, cioè una sorta di industria. Vogliamo almeno conoscere volti e nomi di chi prenderà la decisione", commentava un papà all'uscita.

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