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Pd, è guerra. Grieco a Fanetti: "Dimettiti". Replica: "No, non decide la minoranza"

Di sicuro, la concreta possibilità che Mario Lucini non intenda ricandidarsi a sindaco nel 2017 ha irrobustito la voce dei "dissidenti" che vedono in questo scenario una sorta di indiretta conferma di molte delle loro critiche. Ma retropensieri...

Di sicuro, la concreta possibilità che Mario Lucini non intenda ricandidarsi a sindaco nel 2017 ha irrobustito la voce dei "dissidenti" che vedono in questo scenario una sorta di indiretta conferma di molte delle loro critiche.

Ma retropensieri a parte, una cosa è certa: dopo le varie esplosioni verbali del consigliere comunale Gioacchino Favara contro il primo cittadino, il consigliere regionale Luca Gaffuri e il segretario cittadino Stefano Fanetti e dopo la più recente e nettissima presa di posizione dell'ex segretario Cisl e tesserato Pd, Fausto Tagliabue, che ha espressamente chiesto la caduta di qualche testa, ieri un altro consigliere comunale dem ha avanzato ufficialmente la richiesta di dimissioni di Fanetti. Si tratta di Raffaele Grieco, anch'egli da tempo in posizione estremamente critica contro la maggioranza, parte della giunta e il tandem Gaffuri-Fanetti, ma finora mai giunto a porre così espressamente la questione del cambio di segreteria cittadina.

Quel momento, però, si è concretizzato ieri sera durante la riunione del Circolo Pd Como Convalle. Nel corso di una riunione tesa, dove critiche aperte all'operato di Fanetti sono state rivolte anche da Guido Rovi, dalla presidente del Circolo Alessandra Pusterla e ancora da Tagliabue, Grieco ha letto un documento durissimo, che alleghiamo in forma integrale sotto all'articolo. Ma soprattutto - guardando Fanetti negli occhi - ha chiesto che lasci il suo posto e dia le dimissioni. Un atto di rottura totale, che pare destinato a rendere incandescente la riunione dell'assemblea provinciale del Pd di domani sera, dove il "caso Como/Palazzo Cernezzi" sarà il fulcro della discussione e potenzialmente il perno di una resa dei conti tra le anime principali e contrapposte nel partito (da un lato i gaffuriani, dall'altro l'ala dem che fa capo alla parlamentare Chiara Braga).

stefano-fanetti-1Dal canto suo, il segretario cittadino - nel momento certamente più difficile del suo mandato - replica piuttosto duramente alla richiesta esplicita di dimissioni. E, anzi, rilancia. "La richiesta di Grieco non mi crea particolari preoccupazioni, anche se è vero che pure altri iscritti hanno espresso critiche anche severe al mio operato - dice Fanetti - La maggior parte dei presenti, direi il 90%, ieri sera ha infatti espresso sostegno al mio lavoro e credo che anche tutti gli altri circoli della città siano al mio fianco".

"Non bisogna fare l'errore di scambiare le pur legittime posizioni di una minoranza interna, che si chiama minoranza appunto per un motivo ben preciso, con il pensiero della stragrande maggioranza degli altri iscritti di Como - prosegue - Dimettermi? No, anzi, vado avanti ancora più deciso di prima. Non vedo il motivo per un passo indietro, che invece farei se arrivasse dalla maggioranza del partito o dai vertici superiori. Quello di Grieco mi è parso un discorso legittimo ma tutto teso a difendere se stesso, salvo poi chiedere a me di lasciare. Non bisogna confondere le idee di un singolo con quelle di un partito intero, altrimenti si finisce sempre per guardare il proprio ombelico".

lucini-paratie-6ott15-1Sul fatto che esista la possibilità concreta che Lucini non si ricandidi nel 2017 - creando un problema politico a Fanetti che ne ha sempre sostenuto il bis negli ultimi mesi - il segretario cittadino afferma che "se il sindaco lasciasse si aprirebbe una prospettiva complicata ma , come ho già detto, capisco il suo stato d'animo e l'impatto che può avere sull'uomo la gestione di difficoltà così forti come le attuali. Se non si ricandidasse non sarà facile trovare persone disponibili a mettersi in gioco per un compito gravoso come fare il sindaco, ma nel caso sicuramente ci saranno le primarie e io lavorerò da qui in avanti per vincere le elezioni".

Di seguito, il discorso pronunciato da Raffaele Grieco ieri sera prima di chiedere formalmente le dimissioni di Fanetti.

raffaello-grieco"Nessuno è intoccabile. Nel coso degli anni ho imparato, con l'aiuto di saggi, che le persone, qualsiasi cosa svolgano, si giudicano per come gestiscono il loro potere. Quando delle persone si mettono assieme per perseguire degli obiettivi debbono definire quali siano le modalità per conseguirli. Gli accordi devono essere chiari e non debbono essere svolti in maniera inopportuna e contraria a quelli che sono i propri ideali. Di quello che si fa si deve sempre rispondere e l'interlocutore naturale, per quanto mi riguarda, è il cittadino e nel caso specifico la soddisfazione dei bisogni all'interno di una visione, in questo caso politica, corrispondente agli ideali del Pd. Occorre pertanto essere coerenti. Coerenti e pronti a correggere eventuali devianze rispetto a quanto stabilito. A maggior ragione, coloro che sono chiamati a un ruolo di potere devono essere pronti a eseguire, al servizio di queste idee e non di singole persone o avvenimenti. Ma in questa sede tralasciamo i singoli avvenimenti ancorché numerosi sia di contenuto sia comportamentali, senza negare che nel futuro ci sarà necessità di chiarezza. Argomento per argomento, atteggiamento per atteggiamento. Il primo momento di chiarezza lo si fa verso se stessi e verso ciò che si è praticato. Non lo si fa secondo i propri interessi e secondo le proprie contingenze o seguendo i desideri di qualcuno, ma si rispettano idee e scopi originali e non si usa il proprio potere seguendo altri o per evocare coesioni interne inesistenti o parziali. Non lo si fa creando alleanze numeriche ma di sostanza. La sostanza la danno i fatti oggettivi. Pertanto reclamo, intanto perché io sono un uomo del Pd, legato al Pd e che risponde ai cittadini delle proprie azioni e non solo a quelli che hanno votato ma anche a quelli che non la pensano come me ma che dicono cose giuste. Cose giuste rispetto alle idee di base di cui ognuno di noi è fornito.

Solo così autonomia e dignità possono stare assieme. E la libertà non è disubbidire agli altri ma ubbidire a cose giuste. Altri devono rispondere per azioni negative e contrarie.

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