Cronaca

Patelli (Verdi): "Ex scuola di via Binda ai privati, la giunta raccoglie l'eredità di Bruni"

Come abbiamo riportato raccontando le prospettive future e dando conto dell'intoppo politico nell'ultimo consiglio comunale, tiene banco in questi giorni la vicenda della imminente vendita da parte del Comune dell'ex scuola aperta di via Binda, a...

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Come abbiamo riportato raccontando le prospettive future e dando conto dell'intoppo politico nell'ultimo consiglio comunale, tiene banco in questi giorni la vicenda della imminente vendita da parte del Comune dell'ex scuola aperta di via Binda, a Como, per una successiva trasformazione in complesso residenziale per 10mila metri cubi circa e una quarantina di appartamenti. Un progetto fortemente sostenuto dalla giunta e avversato dai gruppi di opposizione. Oggi, sul tema, interviene con una riflessione - nettamente contraria alla decisione dell'esecutivo - la portavoce regionale dei Verdi, Elisabetta Patelli.

Di seguito, il documento in forma integrale. --- L'ex Scuola aperta è un monumento e un pezzo di storia, nulla a che vedere con la succulenta colata di cemento "con vista panoramica"che sta per abbattersi su una zona centrale della città. Correva l'anno 1925 quando il Comune di Como acquistava alcuni appezzamenti di terreno con lo scopo di costruirvi una "scuola all'aperto" per bambini e ragazzi con problemi di salute. Il luogo era particolarmente idoneo ad una scuola all'aperto perché posta sotto la collina di Brunate, in posizione assolata, lontana quanto basta dalla città ed immersa nel verde. Fu quindi costruito un edificio principale e la scuola iniziò la sua attività. Verso la fine degli anni '50 fu costruito un secondo corpo più ampio, ed un'abitazione per il custode. Con gli anni la città è cresciuta e la scuola si è trovata via via circondata da ville e abitazioni, ma ha mantenuto intatto il suo parco; da una quindicina d'anni non è più utilizzata come scuola ed è stata data in affitto ad un'associazione di Boy Scout. In quella sede sono stati anche sperimentate le più moderne pedagogie e la struttura è entrata a far parte della storia di Como . E' chiaro da anni che gli appetiti speculativi ci hanno messo gli occhi addosso. Il suo valore non sta infatti solo nella cubatura, checché l'amministrazione cerchi di far credere, ma anche nella sua posizione panoramica, inestimabile se consideriamo la posizione ultracentrale e ultraservita. E' sempre più clamorosamente evidente che tutte le operazioni "pro domo di qualcuno" che pure l'ex sindaco Stefano Bruni aveva tentato, senza per giunta riuscirci, ora vengono raccolte, organizzate e prepotentemente portate a termine da questa giunta che voleva " cambiare passo", in quale direzione ora lo sappiamo. Indicativo è rileggere nei documenti del 2008 le posizioni ben diverse di chi allora stava all'opposizione per capire come si cambia una volta al potere . I comaschi perdono un altro pezzo di territorio e di storia a vantaggio di qualche privato. Questo d'altra parte è il governo che si sono scelti convintamente, si vede che a furia di guardare solo il proprio orticello alla fine va bene così. Vorrei solo sottolineare un fatto: di queste scelte è responsabile tutta l'amministrazione in solido, tutta la giunta in solido. Le assenze strategiche, le astensioni, i "taglia e medega" tipici di alcuni nostri assessori "bifronti" non giustificano alcunché . In qualunque città evoluta si sarebbe fatta gara per rinnovare una struttura oramai monumentale con tanta valenza sociale, anziché sacrificarla per sempre per trenta denari.
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