Cronaca

Paratie, l'opposizione chiede in massa le dimissioni del sindaco. Ma Forza Italia si spacca

Per quanto incredibile, la riunione tra il sindaco Mario Lucini e i consiglieri di maggioranza e opposizione per fare il punto dopo lo tsunami giudiziario abbattutosi sulle paratie da venerdì scorso (giorno della delibera Anac) a oggi (irruzione...

Per quanto incredibile, la riunione tra il sindaco Mario Lucini e i consiglieri di maggioranza e opposizione per fare il punto dopo lo tsunami giudiziario abbattutosi sulle paratie da venerdì scorso (giorno della delibera Anac) a oggi (irruzione in scena di Procura e Finanza) registra una novità reale su tutte, piuttosto inaspettata: ovvero, una secca spaccatura in Forza Italia.

Se da un lato, infatti, il resto della riunione andata in scena a Palazzo Cernezzi dalle 18 alle 19 circa, ha registrato molte posizioni prevedibili (molti silenzi tra i consiglieri di centrosinistra fatta eccezione per Patrizia Lissi che ha espresso sostegno a Lucini, raffica di richiesta di dimissioni del sindaco a partire da un comunicato del Cinque Stelle Luca Ceruti che paragona l'opera sul lungolago "alla Salerno-Reggio Calabria", passando per Alessandro Rapinese di Adesso Como, l'ex Ncd Francesco Scopelliti, il leghista Diego Peverelli e, sebbene con toni più articolati, Marco Butti di Fratelli d'Italia), la distanza tra le posizioni dei forzisti Sergio Gaddi e Anna Veronelli è emersa nettamente come la sorpresa della riunione.

Sergio Gaddi e Anna Veronelli, dal Pdl a Forza Cambia ComoDa un lato, infatti, Veronelli - che è anche coordinatrice cittadina del partito - pur senza lesinare dubbi sul percorso intrapreso dalla giunta ha sottolineato apertamente la disponibilità a collaborare con il sindaco con spirito bipartisan per valutare possibili vie d'uscite dall'impasse assoluto in cui è finito il cantiere sul lungolago (e il primo cittadino stesso). Ma nel contempo, e con toni "ferocemente" opposti, il collega Sergio Gaddi ha dichiaratamente preso le distanze da quel punto di vista, attaccando frontalmente il sindaco, invitandolo a prendere atto delle responsablità politiche sulla situazione di stallo come fece il centrodestra ai tempi, e dichiarando "guerra aperta" alla sua giunta nelle prossime settimane e fino alle prossime elezioni.

Insomma, una spaccatura vera e propria che ancora una volta - al di là del mandato di Lucini appeso a un filo - sembra testimoniare le difficoltà del centrodestra a trovare l'unità perduta.
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