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Malpensa, maxi sequestro di khat (la droga dei poveri)

In tre mesi quasi mille chili di khat sono stati sequestrati all'aeroporto di Malpensa. Lo ha reso noto la Guardia di Finanza dello scalo aeroportuale dove finanzieri, funzionari dell'agenzia doganale e l'Ufficio sanità aerea hanno collaborato...

In tre mesi quasi mille chili di khat sono stati sequestrati all'aeroporto di Malpensa. Lo ha reso noto la Guardia di Finanza dello scalo aeroportuale dove finanzieri, funzionari dell'agenzia doganale e l'Ufficio sanità aerea hanno collaborato per intercettare e fermare ingenti carichi della cosiddetta droga dei poveri. Cruciale, per il buon svolgimento delle indagini e delle operazioni, il precedente sequestro avvenuto a Zurigo di un carico proveniente dall'Etiopia nella scorsa primavera.

Tra luglio ed ottobre di quest'anno, presso l'Area Cargo dell'aeroporto di Malpensa, sono state poste sotto sequestro oltre n. 100 spedizioni postali, tutte provenienti dall'Etiopia, per un totale di oltre 935 chilogrammi khat, chiamata "la droga dei poveri" perché è poco costosa ma ugualmente pericolosa per la salute e le cui foglie essiccate vengono di solito fatte passare per tè, henné o spezie al fine di oltrepassare i controlli doganali.

Si tratta di un'essenza naturale costituita dalle foglie del Catha Edulis, un arbusto originario delle regioni orientali dell'Africa, ma assai diffuso nella penisola Arabica e che contiene i principi attivi catinone e catina. Le foglie di questa pianta contengono un alcaloide dall'azione stimolante che causa stati di eccitazione e di euforia e che provoca forme di dipendenza, tanto da essere introdotta nel 1980 dall'Organizzazione Mondiale della Sanità tra le sostanze stupefacenti. Il consumo di questa sostanza avviene tramite la masticazione delle foglie ed il prodotto migliore è quello che si ottiene dalle foglie giovani ed integre, quindi più tenere.

In questo modo produce euforia, logorrea, eccitamento, insonnia, effetti afrodisiaci spesso di tipo illusorio, diminuzione del senso di fatica, del dolore, della stanchezza mentale e della fame. Tutti questi effetti producono dipendenza, essenzialmente psichica; infatti, contrariamente a quanto accade per la dipendenza comune da amfetamine, il Khat non produce assuefazione e la comparsa di sintomi da astinenza è piuttosto rara.

Dall'inizio dell'anno, sono stati, inoltre, tratti in arresto n. 5 passeggeri presso i due Terminal aeroportuali (n. 2 di nazionalità romena, n. 1 etiope, n. 1 somalo ed n. 1 britannico) tutti provenienti da Addis Abeba (Etiopia) e trovati in possesso di oltre 220 chilogrammi di Khat, celati all'interno di valigie. Il totale complessivamente sequestrato ammonta a oltre 1.100 chili.
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