Cronaca

Magatti: "Le cooperative che ospitano i profughi paghino la Tari"

Il tono è quello gentile di sempre. I concetti, però, sono "tosti". L'assessore all'Ecologia e ai Servizi Sociali, Bruno Magatti, lancia infatti due messaggi precisi su entrambe le materie di cui si occupa direttamente a Palazzo Cernezzi. Anche...

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Il tono è quello gentile di sempre. I concetti, però, sono "tosti". L'assessore all'Ecologia e ai Servizi Sociali, Bruno Magatti, lancia infatti due messaggi precisi su entrambe le materie di cui si occupa direttamente a Palazzo Cernezzi. Anche perché il filo conduttore è unico: la gestione dei profughi nel capoluogo.

La prima questione riguarda la tassa sui rifiuti (Tari), per cui Palazzo Cernezzi nel 2014 ha già dovuto scontare mancati pagamenti milionari e che rientra anche nel tema dell'accoglienza nelle strutture di Como città. "E' una questione di equità - premette Magatti - Come noto, in città sono molte le strutture che ospitano i profughi, siano esse singoli appartamenti o grandi edifici come, giusto per fare un esempio, il complesso dei Salesiani a Tavernola. Per avere i numeri esatti degli ospiti sono in attesa di una risposta da parte della Prefettura, ma oggettivamente esiste il tema del pagamento della Tari anche in questi casi". Il perché è presto spiegato. rifiuti-sacchi-2mag15-1"Nel corso di alcune verifiche generali - spiega Magatti - si è notato come non sempre le cooperative o gli altri soggetti che prendono in carico i profughi abbiano presentato la documentazione necessaria per il calcolo e il pagamento della tassa rifiuti. Mi sembra giusto, però, che questo accada come in tutti gli altri casi. Per questo motivo proseguiremo nelle verifiche in modo da chiedere il pagamento dovuto".

Seconda questione, di carattere più generale: la scelta stessa - soprattutto in casi di singoli appartamenti, magari in condomini - degli alloggi dove vengono dislocati più o meno temporaneamente i profughi. "Le mie perplessità - afferma l'assessore - riguardano la scelta degli alloggi. In linea generale, infatti, credo non sia possibile affidare totalmente ai soggetti che si fanno carico dei profughi la scelta dell'appartamento di turno, senza una valutazione generale sul possibile impatto. In altri termini, non basta che un alloggio sia vuoto e affittabile per poterlo destinare a quell'utilizzo. Forse servirebbero criteri più mirati, che oggi vedo poco, per evitare che la presenza possa diventare un problema per altri abitanti e per scongiurare problemi di convivenza". In ultimo, Magatti punta "sul coinvolgimento dei profughi in attività di carattere lavorativo e sociale ma sempre tramite il mondo delle associazioni, così che esista un inquadramento chiaro e preciso".

"Questa opportunità - conclude l'assessore - è contemplata nel regolamento del volontariato del Comune e va sfruttata. Anche perché bisogna sempre tenere presente il fatto che quando si dice genericamente che "i profughi potrebbero aiutare Aprica a tenere pulita la città", in realtà così si determinerebbe un illecito vantaggio per l'azienda stessa, che non possiamo permetterci. Per questo credo che il mondo associativo sia il canale ufficiale migliore da utilizzare".
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