Cronaca

"Lucini responsabile del disastro paratie, serve un commissario". Ecco la sfiducia al sindaco

"Alla luce dei fatti gravi che stanno compromettendo l'attività amministrativa è emerso in modo inequivocabile che il sindaco Mario Lucini non ha esercitato positivamente la funzione di controllo sua propria in relazione alla terza perizia di...

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"Alla luce dei fatti gravi che stanno compromettendo l'attività amministrativa è emerso in modo inequivocabile che il sindaco Mario Lucini non ha esercitato positivamente la funzione di controllo sua propria in relazione alla terza perizia di variante relativa al cosiddetto cantiere delle paratie, da lui stesso fortemente voluta. Riteniamo dunque gravemente penalizzante per la città di Como l'impasse politico e amministrativo che si è venuto a creare a seguito delle decisioni assunte dalla giunta Lucini in relazione alla terza perizia di variante".

Sono queste le motivazioni messe nero su bianco dai 13 consiglieri comunali che hanno materialmente firmato la mozione di sfiducia al sindaco Mario Lucini. Il documento è stato illustrato questo pomeriggio in una conferenza stampa in Comune. Presenti Alessandro Rapinese e Ada Mantovani di Adesso Como, Luca Ceruti (Cinque Stelle), Marco Butti (Fratelli d'Italia), Anna Veronelli (Forza Italia), Alessandra Locatelli in rappresentanza della Lega e dei consiglieri Giampiero Ajani e Diego Peverelli, Francesco Scopelliti (Azione Nazionale), Laura Bordoli (Ncd) ed Eva Cariboni (Amo la mia città). Assente ma tra i firmatari Gioacchino Favara del Pd così come Sergio Gaddi di Forza Italia ed Enrico Cenetiempo del Gruppo Misto. Come già annunciato non ha firmato la mozione ma ha garantito il suo voto a favore anche Roberta Marzorati (Lista per Como).

A leggere il contenuto è stata Ada Mantovani che poi ha affermato che "anche l'incontro del 16 giugno prossimo a Roma in realtà è la dimostrazione che sulle paratie questa amministrazione ha fallito e che senza un aiuto esterno, sia esso del governo o della Regione, non è più in grado di risolvere il problema". Laura Bordoli ha puntato sul fatto che "o il sindaco e i componenti della giunta non sapevano nulla di quanto accadeva negli uffici per quanto riguarda la terza perizia di variante bocciata da Anac, e questo significherebbe che non sanno amministrare un problema tanto importante, oppure erano al corrente di tutto e a questo punto significa che non hanno le competenze necessarie. Per questo la cosa migliore è un commissariamento del Comune".

Francesco Scopelliti è andato oltre la mozione - per cui comunque, a oggi, mancano almeno 3 voti per l'approvazione - e ha invitato "il sindaco Lucini a dimettersi prima ancora della discussione, perché ormai è chiaro che non ci sono più le condizioni per governare la città e la stessa macchina comunale". Durissima anche Anna Veronelli che ha parlato di "situazione che crea grande disagio anche personale a causa di fatti gravi che non si ricordavano da decenni a Como. Rispetto alle affermazioni del sindaco che ha sostenuto di non volersi dimettere per garantire i servizi ai cittadini, nulla di meno vero: un Comune può erogare senza problemi quegli stessi servizi anche senza questo sindaco e questa giunta, che hanno fallito su tutti i fronti".

bruno-magattiRapinese ha puntato sull'atteggiamento di Paco Sel, i cui due consiglieri Luigino Nessi e Celeste Grossi non sembrano orientati ad appoggiare la sfiducia pur essendo stati spesso critici contro giunta e maggioranza. "Quando c'è di mezzo Magatti finisce sempre così - ha affermato - Lui, ai tempi di Bruni, non accettò di dimettersi assieme ad altri consiglieri per far cadere la giunta di centrodestra e ora sempre lui non vuole mandare a casa il sindaco Lucini. Qualsiasi sia la giunta al potere, Paco e ora anche Sel la mantengono al suo posto nonostante tutto". Marco Butti ha sottolineato come la promessa fatta dal sindaco subito dopo le dimissioni da Rup e direttore lavori delle paratie rispettivamente da parte di Antonio Ferro (ora ai domiciliari) e Pietro Gilardoni (ora in carcere) di individuare rapidamente i sostituti "si sia rivelata del tutto irrealistica e tuttora non si capisce come possa il sindaco procedere alle nomine per quei due ruoli cruciali".

Infine, Luca Ceruti ha annunciato che "ora valuteremo tutti insieme se, fino a che non si discuterà la sfiducia (non prima di 10 giorni ma entro 30, ndr), abbia un senso partecipare ai consigli comunali. Potremmo anche non presenziare fino alla discussione del nostro documento". Alessandra Locatelli, segretaria cittadina della Lega, ha infine auspicato che "questa giunta, dopo aver distrutto la città, possa andare a casa nel minor tempo possibile".

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