Cronaca

Livio-sindaci, drammatica assemblea: "Ente in default". Il sindaco di Laglio: "Presidente, si dimetta per protesta"

Assemblea a tinte drammatiche (e a tratti fortemente polemiche) quella andata in scena questa sera in Provincia tra la presidente Maria Rita Livio e in nutrito gruppo di sindaci del territorio. Non tutti però, a dispetto della convocazione...

Maria-Rita-Livio-Candidata-Presidente

Assemblea a tinte drammatiche (e a tratti fortemente polemiche) quella andata in scena questa sera in Provincia tra la presidente Maria Rita Livio e in nutrito gruppo di sindaci del territorio. Non tutti però, a dispetto della convocazione diramata da Villa Saporiti verso ogni primo cittadino del Comasco. Molti sindaci di centrodestra - a partire proprio dallo sfidante della Livio alle elezioni di ottobre, Andrea Maspero, e quasi tutti i colleghi leghisti - non hanno presenziato all'incontro. Una serie di assenze tutt'altro che casuale. In sostanza, da quanto ci è stato possibile ricostruire, l'obiettivo degli assenti era lanciare un chiaro segnale politico alla presidente della Provincia contro i metodi di gestione dell'ente giudicati privi di un reale coinvolgimento di tutte le realtà locali per far fronte agli enormi problemi oggettivi di Villa Saporiti. Inoltre, non va trascurato il fatto che proprio l'assemblea dei sindaci avrà un ruolo istituzionale e formale di primo piano quando la Provincia dovrà approvare il bilancio (se mai arriverà a poter redigere il documento contabile 2015, come vedremo).

Tornando all'incontro, il vero punto cardine del discorso di Maria Rita Livio ai primi cittadini presenti è stato - per l'appunto - quello relativo alla disastrosa situazione dei conti in via Borgovico. Non è un caso che durante l'assemblea sia stata evocata chiaramente, senza alcun infingimento, la parola "default" per la Provincia. In altri termini, a oggi la presidente ha chiaramente affermato che Villa Saporiti non sarebbe in alcun modo in grado di redigere un bilancio per l'anno in corso attendibile e sostenibile. Tra i tagli lineari imposti da Roma (1 miliardo per quest'anno, 2 per il 2016 e 3 per il 2017), il calo dei fondi frontalieri, la riduzione drastica dei trasferimenti e altre voci ancora, in questo momento non è nemmeno ipotizzabile la presentazione di un documento contabile veritiero e soprattutto solido entro la scadenza del prossimo 31 marzo. Il tutto, con la dichiarata impossibilità materiale, se le cose non cambiassero, di gestire i servizi essenziali rimasti in carico alla Provincia (dall'ormai celebre spalatura delle strade in caso di neve, passando per i servizi scolastici e la gestione della viabilità) e, come spauracchio finale, il possibile arrivo di un commissario ad acta. Soluzioni per far fronte al cataclisma? Nessuna concreta, solo ipotesi. La principale delle quali è che alla fine arrivi, in qualche modo, un aiuto dallo stesso governo che in gran parte ha creato questa situazione.

occupazione-protesta-provinciaVi è poi la questione del personale (nella foto la protesta dei sindacati ca dicembre). La presidente Livio ha ribadito alla platea presente la necessità di dover provvedere a un taglio del 50% delle spese per il personale, altra questione che però è avvolta in una confusione pressoché assoluta su modalità, tempi e costi. Ad ogni modo, i primi cittadini presenti sono stati invitati a segnalare a via Borgovico eventuali disponibilità di posti per poter eventualmente accogliere i dipendenti, i funzionari o i dirigenti che dovessero lasciare la Provincia.

A conti fatti, comunque, stasera nessuna decisione specifici è stata presa, né sarebbe stato possibile farlo in via ufficiale: la riunione era puramente informativa.

Va segnalata, però, una posizione particolare emersa nel corso dell'incontro. E' quella del sindaco di Laglio, Roberto Pozzi, da sempre in prima linea nel segnalare la "mostruosità" della teorica riforma delle Province che ora sta rivelando i suoi devastanti effetti pratici. "Mi sembra una situazione allucinante e insostenibile - è sbottato all'uscita dalla riunione il sindaco di Laglio, Roberto Pozzi - La presidente Livio, che è sicuramente persona perbene, forse ora dovrebbe fare un gesto forte di protesta per ribellarsi a questo stato di cose. Dovrebbe dimettersi per dare un segnale inequivocabile a quello stesso governo che ha ridotto così le Provincia mentre fino a poche settimane fa mostrava la medaglietta dell'abolizione degli enti. Invece siamo arrivati a questo disastro, dal quale nessuno sa come uscirne".

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