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L'altro 25 Aprile: il fan di Iantorno, ombrellini come funghi e il partigiano Legnani

Due piccole note di colore - tendenzialmente rosse - a margine della cerimonia per il 25 Aprile ai giardini a lago. La prima riguarda il clamoroso caso degli ombrelli. Subito dopo la fine dell'intervento dal palco del sindaco Mario Lucini, il...

Due piccole note di colore - tendenzialmente rosse - a margine della cerimonia per il 25 Aprile ai giardini a lago. La prima riguarda il clamoroso caso degli ombrelli. Subito dopo la fine dell'intervento dal palco del sindaco Mario Lucini, il cielo già grigio ha cominciato anche a gocciolare con discreto entusiasmo. Il pubblico presente si è rapidamente arrangiato tra ombrellini, cappelli, cappucci e generose fronde di alberi vicini.

Ma sul palco? A rompere la posa marziale del gruppuscolo di amministratori - per lunghi minuti apparentemente insensibili alle gocce - è stato un fan o parente non meglio identificato dall'assessore al Patrimonio, Marcello Iantorno. Costui - purtroppo a noi sconosciuto - con balzo felino ha solcato con foga la folla davanti innanzi palco e ha gettato l'ombrello al madido assessore. Il quale, però, sorridente ma persino un po' imbarazzato da tanta regalìa, per almeno dieci minuti non ha voluto rompere la compostezza coreana dei colleghi e ha ceduto alla lusinga dell'ombrello soltanto dopo lunghi minuti. A quel punto, rotta la coreografia da plotone asiatico, molti dei politici alle spalle dell'oratore di turno si sono sentiti liberi di coprirsi: come funghetti di primavera, ecco sbocciare gli ombrellini nell'ordine di Valter Merazzi (Centro ricerca "Schiavi di Hitler"), Mirko Baruffini (consigliere delegato della Provincia), Andrea Luppi (capogruppo Pd in Comune), Luca Gaffuri (consigliere regionale Pd) e Bruno Magatti (assessore comunale). Tutti, ovviamente, pronti a raccogliere almeno altre 2-3 teste sotto il loro riparo. Splendida, in questo senso, l'amichevole contesa proprio tra Magatti e Gaffuri per proteggere il sindaco inguainato nella fascia tricolore e riverito dal doppio riparo.

Fortunatamente, verso fine cerimonia la pioggerella ha pressoché cessato di scendere. Ed è forse anche per questo che, prima del termine delle celebrazioni, quando la Banda Baradello ha attaccato "Bella Ciao", in un clima di entusiasmo si è potuto ammirare un inedito trio formato dal presidente del consiglio comunale Stefano Legnani (ex Margherita, non proprio il physique du rôle del combattente tra i ghiacci) e dai consiglieri Patrizia Lissi (Pd) e Vincenzo Sapere (Paco-Sel) cantare a gran voce e battere le mani sulle note della canzone simbolo della Resistenza. I partigiani, infine, li hanno portati via.

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