Como, rimozioni forzate illegittime: indagini della polizia locale

Indagata ditta di carro attrezzi: avrebbe rimosso auto su suolo comunale senza il consenso dei vigili

Avrebbe effettuato una serie di rimozioni - 17 per la precisione - senza averne titolo. A essere indagata dalla Procura della Repubblica di Como (pm Pasquale Addesso) è un ditta di carro attrezzi opernte in città. Le indagini sono state condotte dalla polizia locale a seguito di alcune segnalazioni da parte di cittadini che si sono visti rimuovere l'auto che avevano parcheggiato in alcune zone. Gli episodi risalgono al 2018.

I fatti

A richiedere l'intervento della ditta indgata sarebbero stati cittadini privati titolari di aree che in realtà erano pubbliche (come quella in piazza Santa Teresa o davanti all'Inps) o a uso pubblico (come quella di proprietà di Eni situata in piazzale Camerlata). Asserendo di essere i titolari di quell'area i privati hanno chiesto in più occasioni alla ditta di carrattrezzi di rimuovere auto che ostacolavano il passaggio di altre vetture o che occupavano senza averne diritto alcuni posteggi. In realtà la polizia locale di Como che ha svolto le indagini ritiene che tali aree di sosta siano di proprietà o competenza comunale e per tanto solo i vigili avrebbero potuto disporre la rimozione dei veicoli parcheggiati abusivamente.

Rimozioni illegittime

Secondo le accuse la ditta non avrebbe così solo ricavato un profitto illegittimo ma avrebbe addirittura negato la riconsegna dell'auto ai proprietari se non avessero prima pagato, minacciando, appunto di trattenere la vettura. La qualcosa rappresenterebbe un reato poiché le rimozioni su terreni privati devono essere pagate da chi le richiede, il quale successivamente può rivalersi sui proprietari delle auto. Ad ogni modo, secondo quanto spiegato dal commissario capo della polizia locale di Como che ha diretto le indagini, Aurelio Giannini, il titolare della ditta di carro attrezzi non può rifiutarsi di riconsegnare l'auto al proprietario. Si ipotizza per questo il reato di estorsione.

Un parcheggio abusivo

Una delle aree su cui interveniva la ditta indagata era in piazzale Santa Teresa dove i vigili hanno appurato l'esistenza di una serie di parcheggi completamente abusivi allestita dall'uomo, ora deceduto, che vantava la titolarità dell'area nei confronti del Comune. Si calcolano una trentina di posteggi che venivano affittati tra i 60 e gli 80 euro al mese in nero. L'assessore alla Polizia locale, Elena Negretti, ha spiegato che il Comune a breve potrebbe già decidere di rimettere quei posti "usurpati" dal privato a disposizione di tutta la cittadinanza verosimilmente sotto forma di parcheggi blu.

Un caso eclatante

Eclatante il caso di una studentessa universitaria alla quale è stata rimossa la vettura in piazzale Santa Teresa. La giovane aveva chiesto informazioni ai vigili e alle altre forze di polizia per sapere se per caso la macchina le fosse stata rimossa, ma nessuno le aveva saputo rispondere. La giovane aveva così denunciato il furto e aveva comprato una nuova auto, salvo scoprire dopo un mese che la macchina si trovava presso il parcheggio della ditta di rimozioni.

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