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Cronaca

Immigrazione irregolare, sgominata associazione a delinquere: un fermo a Como

Una rete articolata tra Italia e estero

Fermati dalla polizia a Siena nove cittadini di origini pachistane accusati di far parte di un'associazione a delinquere per lo sfruttamento dell'immigrazione irregolare. L'attenzione degli inquirenti ovviamente negli ultimi tempi era stata attirata anche dalla presenza sempre più massiccia di cittadini pakistani a Siena, in una città non di frontiera, come sottolineato dal questore Milone. I fermi sono stati eseguiti tra Firenze, Siena e uno anche a Como. "Una vera associazione a delinquere, con una rete articolata tra l'Italia e l'estero. Fenomeno preoccupante", commenta Tescaroli. Per le indagini sono stati fondamentali pedinamenti, telecamere e soprattutto le intercettazioni ambientali e telefoniche.

Il decreto di fermo di indiziato di delitto, messo dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura di Firenze, contesta agli accusati vari delitti, fra cui per quattro di loro appunto il favoreggiamento dell'immigrazione irregolare di connazionali.

Nei confronti dei nove, di età compresa tra i 42 e i 21 anni, pendono accuse che vanno dall'organizzazione dell'ingresso illegale di migranti alla rapina, le lesioni e perfino un tentativo di sequestro di persona a scopo di estorsione.

Il provvedimento di fermo, come riportano i colleghi di FirenzeToday, dovrà essere vagliato per l'eventuale convalida dal giudice per le indagini preliminari. L'indagine, avviata il 19 marzo 2023 a seguito dell'aggressione a due cittadini pachistani e di un tentativo di sequestro di persona avvenuto lo stesso giorno, ha consentito di ricostruire il tortuoso tragitto che aveva portato i migranti in Italia tramite la 'rotta balcanica', un lungo percorso, spesso in condizioni disumane, come confermato anche dagli inquirenti in conferenza stampa questa mattina a Firenze (foto sopra) con l'esborso di quantità ingenti di denaro - al momento non si conosce l'ammontare delle somme versate - tramite il gestore di un money transfer di Atene a favore dei componenti di quello che, secondo gli investigatori, rappresenta un vero e proprio consorzio criminale radicato a Siena ma con una proiezione logistica in Grecia e in Bosnia.

Le testimonianze delle vittime

"Le testimonianze di alcune vittime sono state fondamentali alle indagini", è stato detto questa mattina nella conferenza stampa in procura a Firenze, alla presenza tra gli altri del sostituto procuratore Luca Turco, del questore di Siena Pietro Milone, del sostituto procuratore di Siena Siro De Flammineis, di XX e YY

Alcune vittime che si sono rivolte alle forze dell'ordine hanno riferito di essere fuggite dopo aver subito aggressioni fisiche e verbali, minacce ed estorsioni finalizzate a ottenere da loro un compenso in denaro per l'arrivo e, dopo la somma pagata per la traversata via terra, anche per il soggiorno a Siena.

Aggressioni che sono poi riprese una volta alla stazione di Siena. In particolare, uno degli aggrediti è stato ritrovato in un appartamento in centro città, sotto sequestro di tre connazionali che avevano l'incarico di non lasciarlo andare fino a quando non avesse saldato un conto di 2mila euro per l'ingresso in Italia.

L'attenzione degli inquirenti ovviamente negli ultimi tempi era stata attirata anche dalla presenza sempre più massiccia di cittadini pakistani a Siena, in una città non di frontiera, come sottolineato dal questore Milone. I fermi sono stati eseguiti tra Firenze, Siena e uno a Como. "Una vera associazione a delinquere, con una rete articolata tra l'Italia e l'estero. Fenomeno preoccupante", commenta Tescaroli. Per le indagini sono stati fondamentali pedinamenti, telecamere e soprattutto le intercettazioni ambientali e telefoniche.

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