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"Il degrado del Broletto non è il fallimento della politica ma di tutta la nostra società"

"Il degrado del Broletto non è il fallimento della politica ma di tutta la nostra società"

"Il degrado del Broletto non è il fallimento della politica ma di tutta la nostra società"

Per qualcuno sono scene che urtano la sensibilità, per qualcun altro dovrebbero far riflettere. Qualcuno le tollera, qualcun altro, come ad esempio alcuni commercianti della piazza, vorrebbero che le istituzioni intervenissero e vi ponessero un...

Per qualcuno sono scene che urtano la sensibilità, per qualcun altro dovrebbero far riflettere. Qualcuno le tollera, qualcun altro, come ad esempio alcuni commercianti della piazza, vorrebbero che le istituzioni intervenissero e vi ponessero un rimedio definitivo. Parliamo di piazza Duomo a Como. Per la precisione dell'area sotto il Broletto dove quasi quotidianamente si raduna un gruppo di senza tetto e disagiati. A volte stanno insieme e chiacchierano solamente, ma spesso esagerano con l'alcol, litigano ed espletano i loro bisogni fisiologici liberamente, a ridosso di una colonna o di un muro sotto il Broletto. Più volte alla settimana qualcuno di loro sta male per il troppo bere: si accascia a terra e inevitabilmente deve intervenire un'ambulanza per soccorrerlo. Alcuni ristoratori della piazza si dicono esasperati. "Il Comune è molto severo con noi - dice un esercente - e ci chiede rispetto di norme a volte assurde in nome del decoro. Poi, però, quotidianamente assistiamo a certe scene a dir poco avvilenti e fastidiose".

Dovrebbe essere il salotto buono di Como, ma sotto l'occhio di cittadini e turisti si consumano scene di ordinario degrado. Degrado umano, dietro al quale, certamente, si nascondono anche storie drammatiche. Perché non è detto che vivere così, di alcol e di elemosina, sia sempre e per forza una scelta. Chi però abita nella zona e soprattutto lavora all'aperto grazie ai tavoli del proprio bar o ristorante certe situazioni preferirebbe che non si verificassero. broletto-senzatetto-18apr15-1Dunque, qual è la soluzione? La verità, a sentire l'assessore alle Politiche sociali, Bruno Magatti, è che una soluzione non esiste. "Di sicuro non esiste in questo preciso momento storico in cui la città - spiega Magatti - non ha i soldi per avviare seri progetti di sostegno alla cosiddetta marginalità estrema. Capisco perfettamente il disagio e le problematiche espresse dagli esercenti di piazza Duomo ma al momento il Comune non può fare nulla. Non possiamo prendere e spostare queste persone e obbligarle ad andare chissà dove, sarebbe solo uno spostare il problema altrove. Se vengono commessi dei reati è auspicabile che le forze dell'ordine intervengano - aggiunge l'assessore - ma il problema è più profondo e necessiterebbe un approccio non repressivo perché queste persone hanno bisogno di aiuto. Purtroppo l'amministrazione non ha le risorse per impiegare i cosiddetti educatori di strada o realizzare e rendere disponibili luoghi definiti "a bassa soglia" dove queste persone possano ritrovarsi senza arrecare disturbo a nessuno".

Insomma, i Servizi sociali non possono intervenire. Siamo davanti al fallimento della politica? "Direi che questo - continua l'assessore Magatti - è più che altro il fallimento della nostra società che non è in grado di evitare il nascere di situazioni di marginalità estrema. Eppure - conclude - credo che certi comportamenti siano in qualche modo anche interpretabili come una richiesta di aiuto. Ostentare un simile stile di vita può nascondere la volontà di attirare l'attenzione. Anche per questo queste persone si ritrovano sotto al Broletto, un luogo che offre riparo e in un certo qual modo sicurezza, ma allo stesso tempo si trova nel cuore della città, quasi a vole dire: "io esisto"".
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