Martedì, 21 Settembre 2021
Cronaca

Il centrosinistra, la scomparsa delle responsabilità politiche, le dimissioni di Cavadini

EDITORIALE - Una cosa è sicura: rispetto al centrodestra pur fallimentare e disastroso del lustro 2007-2012, il centrosinistra che da 4 anni governa la città di Como un merito straordinario se l'è costruito. E' riuscito, nel volgere di poco tempo...

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EDITORIALE - Una cosa è sicura: rispetto al centrodestra pur fallimentare e disastroso del lustro 2007-2012, il centrosinistra che da 4 anni governa la città di Como un merito straordinario se l'è costruito. E' riuscito, nel volgere di poco tempo, a far sparire il concetto di responsabilità politica degli amministratori dal dibattito cittadino. Il fallimento del progetto culturale dispiegato in questi anni dall'assessore alla Cultura Luigi Cavadini, suggellato ieri dall'improvviso lutto che ha colpito la mostra annuale a Villa Olmo, è infatti soltanto uno dei tanti epifenomeni che testimoniano l'assunto di partenza.

caradonna-fulvio-3sett15Dove le amministrazioni precedenti hanno (del tutto giustamente) lasciato per terra vittime, feriti e soprattutto vagonate di consenso ancora molto lontane dall'essere ricostruite, la giunta e la maggioranza attuali riescono da tempo a stendere cortine narcotiche degne dei migliori illusionisti a fronte di risultati comunque non dissimili dai predecessori su diversi temi chiave (almeno finora). Da quattro anni a questa parte, al cospetto di infortuni politico-amministrativi più o meno gravi e fatta eccezione per l'atto di responsabilità di Gisella Introzzi, non paga mai nessuno per niente. Sovente, non si spiega nemmeno niente: dall'incredibile vicenda del punto di cottura evaporato alla vigilia di San Silvestro, passando per l'oblio totale in cui è finito il recupero della Ticosa (qualcuno si ricorda che la zona andrebbe ricostruita?), fino al lungolago condannato all'immobilità dalla terza perizia di variante e alle macerie fumanti degli eventi d'arte, non esistono responsabili e responsabilità ma soltanto "brave persone che ci provano o ci hanno provato".

gerosa-villaolmoSi sa benissimo - anche perché diversi santini quotidiani ce lo ricordano in maniera ossessiva - che l'assessore Daniela Gerosa ha realizzato l'ampliamento della Ztl, ha dato l'input fondamentale per il restyling delle piazze del centro e ha ottenuto i 5 milioni di euro dalla Fondazione Cariplo per Villa Olmo, ma quando ci si addentra nella ricerca delle responsabilità per i succitati progetti fermi o addirittura falliti, la lucidità delle analisi spesso sparisce nell'indistinto (e astutissimo) motto dei "politici brava gente". Abbiamo certezza che l'assessore Lorenzo Spallino avrebbe portato anche a mani nude "Life Electric" sul tondello, ha varato il Pgt e sta finalmente realizzando l'ereditato progetto di recupero per l'ex Trevitex, ma dal dibattito di maggioranza emergono soltanto dense fumisterie quando si chiede un nome a cui chiedere conto del perché la Ticosa sia ancora una distesa di sassi e terra o perché - a fronte di consulenze, proclami e ambizioni - della messe di nuovi autosili cittadini annunciati nei giorni dispari e rilanciati nei giorni pari, così come del lungolago pedonale, non si veda l'ombra.

stefano-bruni-1Viene da sorridere, in questo quadro, nel ricordare quando l'ex sindaco Stefano Bruni e i politici a lui più vicini venivano attaccati perché erano "la setta di Cielle". C'era molto di vero nel rapporto talora opaco e quasi simbiotico tra il primo cittadino, alcuni spezzoni economici di Como e provincia e l'impero del Celeste a Milano. Ma, in confronto, l'impenetrabilità, la durezza, la gommosa capacità di rifrangere critiche e obiezioni del gruppo di potere oggi al governo del capoluogo - dal sindaco alla mitologica cerchia degli albatesi capeggiata dal tandem Gaffuri-Magni, passando per il blocco dei pretoriani di Como Civica e l'ala oltranzista del Pd Legnani-Lissi-Luppi-Cesareo in consiglio, fino al duo Fanetti-Orsenigo - non ha eguali nelle strategia di autodifesa, autoconservazione e respingimento del "nemico".

Intendiamoci: sono rarissimi i casi diversi, in qualsiasi storia politica. I gruppi di potere - o quantomeno i gruppi che temporaneamente detengono il potere - da sempre tendono a restringersi via via in élites sempre più ristrette e autoritarie per salvaguardare le posizioni conquistate e con esse gli strumenti di esercizio del dominio acquisiti. E' un fenomeno naturale, a cui nessun partito o coalizione fa eccezione. I risultati politico-amministrativi, però, alla lunga sono quelli che in qualche modo inverano o minano alle fondamenta simili assetti o almeno le singole personalità.

cavadini-sfiduciaEbbene, per tornare al tema del disastro-mostra, queste ore sono decisive per capire se ancora una volta la disposizione a testuggine di assessore alla partita, sindaco, giunta e ampi settori di maggioranza si opporrà ciecamente di fronte a quella che ormai pare una sensibilità diffusa nella città orientata alla bocciatura netta della politica e delle scelte di Luigi Cavadini, ben oltre i confini dell'opposizione politico-partitica che comunque ha quasi l'obbligo di recitare un ruolo.

mostra-22ago15-4Se si ha l'onestà di non includere nel giudizio complessivo qualche finanziamento a pioggia destinato a singoli ed associazioni, e se si ha il coraggio di riconoscere che il vero motore culturale della città negli ultimi 4 anni si è inesorabilmente spostato fuori da ogni reale regia di Palazzo Cernezzi, la realtà dei fatti parla di 3 mostre sopravvissute miracolosamente a se stesse e di una quarta svanita tra accuse risibili (francamente mettere nel mirino l'assessorato ai Lavori pubblici è al confine tra il pietoso e l'ingiusto assoluto), mezze bugie (com'è che i quadri per la mostra sui laghi non potevano coesistere col teorico cantiere sulla villa e quelli di Depero invece si?) e finte meraviglie (si dovrebbero ringraziare, semmai, gli uffici che hanno evitato rischi legali evidenti rispetto a procedure potenzialmente spericolate). Quanto basta perché un assessorato da chiunque ritenuto centrale nello sviluppo della Como di domani passi di mano, auspicabilmente con l'eleganza di chi - Cavadini - dovrebbe capire per primo che proseguire con testardaggine nella propria missione "diserbante" crea danno alla città e alla stessa amministrazione che in ampi settori, almeno in privato, lancia da tempo chiari segnali di insofferenza e incomprensione per l'attività dell'assessore.

Lucini-6feb16Dal punto di vista umano, Luigi Cavadini si è sempre dimostrato ricco di spirito e signorilità ma la politica e l'amministrazione sono altra cosa. Come segno di intelligenza e persino di doveroso ringraziamento per un sindaco che l'ha sempre difeso anche quando l'impresa sfiorava la fantascienza, l'assessore dovrebbe mostrare riconoscenza per tanto affetto e capire da solo che continuare a mettere in difficoltà persone, partiti e funzionari a lui più vicini - facendo peraltro pagare il prezzo delle incomprensioni alla città - rasenta un'ingratitudine insensata e pericolosa, soprattutto a un anno dalle elezioni.

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