Cronaca

Guasti, manutenzione, altri 50mila euro di spesa: lo scandalo del forno crematorio

E' costato un milione di euro. Risale soltanto a 8 anni fa. Non è stata fatta - o è stata fatta al minimo possibile - la manutenzione, né ordinaria né straordiaria. La seconda linea è addirittura ferma. Ma il Comune - a dispetto di una relazione...

Forno crematorio rotto, salme in attesa per 20 giorni. Iantorno: "Mi scuso con le famiglie"

E' costato un milione di euro. Risale soltanto a 8 anni fa. Non è stata fatta - o è stata fatta al minimo possibile - la manutenzione, né ordinaria né straordiaria. La seconda linea è addirittura ferma. Ma il Comune - a dispetto di una relazione che indica chiaramente come l'impianto sia superato e andrebbe rifatto da capo - spende altri 50mila euro proprio per rimettere in funzione la linea 2. E' la storia, incredibile per molti versi, del forno crematorio di Como. Struttura la cui inaugurazione completa risale soltanto al biennio 2006-2007 con una spesa milionaria da parte di Palazzo Cernezzi e che - davanti all'ennesima serie di malfunzionamenti - richiede altri soldi pubblici per poter almeno smettere di funzionare a metà (ora è attiva solo la linea 1). D'altronde, il servizio di cremazione delle salme ha raggiunto cifre altissime, ben superiori al 50% rispetto alle tradizionali sepolture e quindi la vicenda ha pure carattere d'urgenza, anche sociale.

Ad ogni modo, oggi emerge la relazione degli uffici comunali che mette in chiaro la situazione assurda dell'impianto. Si esordisce con un'affermazione se vogliamo banale: "Per questo tipo di impianto è necessaria una costante manutenzione poiché molti componenti si usurano molto durante l'utilizzo". Bene. E quindi cosa ha fatto il Comune in questi anni? Ecco la risposta: "L'impianto negli anni ha sofferto della mancanza di un contratto di manutenzione ordinaria e di una programmazione di interventi di manutenzione straordinaria". Incredibile ma vero: secondo i tecnici di Palazzo Cernezzi, per il forno crematorio di Como non esisteva un contratto di manutenzione a dispetto della complessità stessa della struttura. Ovvio, dunque, l'esito a oggi (ma non da oggi): "Questa mancanza di interventi a oggi richiederebbe, per garantire la continuità di un servizio di alto livello, un rifacimento complessivo dell'impianto, anche in considerazione dell'evoluzione tecnologica e dell'esperienza mauturata dagli operatori nell'utilizzo".

Segue l'indicazione che soltanto nel 2013 è stato avviato il primo appalto di manutenzione ordinaria e l'avvio dei primi interventi programmati di manutenzione straordiaria. Sei anni dopo l'inaugurazione. Ma, ovviamente, non è bastato a frenare il declino e i malfunzionamenti del forno.

Tanto che oggi Palazzo Cernezzi, per mettere l'ennesima costosissima pezza alla situazione disastrata, spende 50mila euro per "la completa demolizione e conseguente rifacimento del rivestimento isolante e refrattario e dei relativi condotti di raccordo", sulla linea 2. Quella che, per la cronaca, non ha sostanzialmente mai funzionato davvero a pieno regime sin dall'apertura. Cliccando qui, la relazione integrale.
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