Venerdì, 25 Giugno 2021
Cronaca

"Gli immigrati hanno abbandonato le aree dismesse"

Ispezionate dai carabinieri 13 aree dismesse tra Como ed Erba: nessuna è risultata occupata da immigrati/extracomunitari abusivi. L'operazione è stata condotta dai militari della compagnia di Como impegnati nel servizio di controllo disposto dal...

Ispezionate dai carabinieri 13 aree dismesse tra Como ed Erba: nessuna è risultata occupata da immigrati/extracomunitari abusivi. L'operazione è stata condotta dai militari della compagnia di Como impegnati nel servizio di controllo disposto dal Comando Legione Carabinieri Lombardia di Milano, volto alla prevenzione dei reati contro il patrimonio (furti, ecc.). Tra le zone controllate ci sono le più note alle forze dell'ordine: via Petrarca, via Pastrengo e viale Innocenzo (Como), l'ex istituto Somaini (Rebbio), la villa antica di via Biffi (Erba), il cantiere in allestimento in via Carroccio (Erba), lo stabilimento dismesso (ex Enel) di via volontari della libertà a Erba. "A differenza dei precedenti controlli - hanno spiegato dal comando dei carabinieri di Como - nei quali erano stati sempre deferiti numerosi extracomunitari per occupazione abusiva di immobili, questa volta in nessuna delle predette aree è stata accertata la presenza di irregolari, a dimostrazione del fatto che si sono tutti allontanati, a seguito dei precedenti controlli.

Sono stati comunque identificati 8 rumeni di etnia Rom, in un piccolo accampamento realizzato a Como in via al Piano, nelle vicinanze del carcere Bassone. Nel corso del servizio, è stata inoltre eseguita un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla procura della Repubblica di Lecco a carico di un milanese dell'85, domiciliato a Tavernerio, il quale dovrà scontare una pena definitiva di 5 mesi e 8 giorni per reati contro il patrimonio. Infine, in un parcheggio pubblico di Pusiano alle ore 23.00 circa, i militari della stazione di Erba hanno fermato un operaio nato a Petilia Policastro (CZ) nel '75, residente a Molteno (LC), il quale si stava allontanando frettolosamente a bordo di uno scooter, con il volto travisato da uno scaldacollo e la targa coperta da nastro adesivo. Le indagini svolte nello stesso parcheggio dai militari hanno permesso di accertare che l'uomo si era appena reso responsabile del reato di danneggiamento aggravato. L'uomo, infatti, probabilmente per vendetta nei confronti di un dirigente dell'azienda per cui lavora, si era recato sotto casa e aveva rotto il parabrezza della sua auto con un oggetto contundente.

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