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Paratie, Lucini attacca Bruni: "Nel 2010 il cantiere doveva essere già finito"

Paratie, Lucini attacca Bruni: "Nel 2010 il cantiere doveva essere già finito"

Fanetti sfida Paco Sel: "Vogliono strappare? Lo dicano ma senza insultare il Pd e trovare scuse"

Dalla metà della scorsa settimana, non c'è praticamente stato giorno in cui uno o più spezzoni del centrosinistra comasco non l'abbiano messo nel mirino. Da Paco-Sel al Comitato per la difesa della Costituzione, da "Como Possibile" al consigliere...

stefano-fanetti-1Dalla metà della scorsa settimana, non c'è praticamente stato giorno in cui uno o più spezzoni del centrosinistra comasco non l'abbiano messo nel mirino. Da Paco-Sel al Comitato per la difesa della Costituzione, da "Como Possibile" al consigliere comunale dem Guido Rovi, tutti hanno espressamente o velatamente stroncato le sue recenti prese di posizione che chiedevano agli alleati di centrosinistra di smettere di attaccare violentemente il premier e segretario del PD, Matteo Renzi, per le riforme costituzionali in corso e di porre fino allo stillicidio continuo di distinguo (di Paco-Sel nello specifico) rispetto all'operato di giunta e maggioranza in Comune. Ora, dopo aver incassato in silenzio i colpi, il segretario cittadino del Pd, Stefano Fanetti, ha deciso di replicare. E i toni sono tutt'altro che remissivi.

Si parte dal Comitato comasco per la difesa della Costituzione, di cui i due consiglieri comunali di Paco Sel - Luigino Nessi e Celeste Grossi - hanno sposato la battaglia demolitrice contro le riforme portate avanti dal governo Renzi.

"Ho sentito parlare di riforme che mettono in discussione la democrazia, di pericolo per la Costituzione nata dall'antifascismo, di legge elettorale mostruosa e di altro ancora - dice Fanetti - A parte che accusare il Pd di tentazioni autoritarie oltre che di attacchi alla libertà del Paese fa sinceramente ridere, io dico che ognuno è ovviamente libero di criticare le riforme che crede. Ma se si sostiene una battaglia del genere dall'interno di una stessa coalizione, bisognerebbe almeno avere la sensibilità di non sposare certi toni e di non andare oltre un certo livello. Altrimenti è chiaro che comprometti il rapporto con chi quelle riforme le sostiene. Credo sia evidente - aggiunge riferendosi soprattutto a Paco-Sel - che diventa difficile governare una città assieme a un partito o a un movimento che insulta pesantemente e continuamente il segretario nazionale del tuo partito, che è pure presidente del Consiglio". Matteo Renzi a Como (fotogallery by Fabrizio Comerio)"Se io cominciassi a insultare ogni giorno il leader di Sel, chiedo ai nostri alleati, sarebbe ritenuta una cosa accettabile? Chi offende e dileggia il Pd di Roma, offende anche il Pd di Como e tutti i suoi iscritti. E io non posso accettare questa situazione, in alcun modo. Mi stupirei se qualcuno del Pd si schierasse contro riforme dirimenti per il percorso politico del governo e decisive per Matteo Renzi". Insomma o gli alleati che sostengono il Comitato cambieranno i toni nel contestare quelle che chiamano "deforme costituzionali", oppure i rapporti con i dem sul Lario sembrano destinati a diventare ingestibili. Ma Fanetti va oltre. dav"In realtà - sottolinea il segretario del Pd di Como città - non vorrei che fossimo davanti a una strategia, o peggio ancora a un pretesto, per scaricare sul Pd le cause della rottura della coalizione a Palazzo Cernezzi e forse anche altrove. D'altronde, se guardo indietro, sui provvedimenti significativi di questi anni, dalla Trevitex alla Ztl fino a Libeskind, senza contare lo stillicidio di ordini del giorno e domande sul Dup o la delibera di indirizzo su Ca'd'Industria, una parte di maggioranza (il riferimento è al nocciolo duro del "supergruppo" che va da Paco-Sel a Eva Cariboni di "Amo la mia città" fino ai dem Rovi e Grieco) ha fatto opposizione vera e propria o al massimo ha garantito un tiepidissimo appoggio. Insomma, troppo facile rivendicare maggiore partecipazione, maggiore coesione e maggiore confronto se poi, anche dopo che ci si siede attorno a un tavolo per discutere, si resta sempre sulle proprie posizioni, non si fa mai un passo verso le esigenze degli altri e non si decide mai nulla di pratico". E qui siamo al dunque. giunta-como-13lug15"Paco Sel e altri vogliono strappare? Ritengono finita l'esperienza politica della coalizione di centrosinistra che ha vinto le elezioni e governato finora? Bene - attacca Fanetti - allora lo dicano chiaramente e lo facciano senza scricare su altri colpe inesistenti. Noi come Pd siamo pronti a continuare questa esperienza amministrativa in Comune, ma solo a patto che da qui a fine mandato si discuta in maniera onesta, trasparente e convinta sugli obiettivi che rimangono da raggiungere. Siamo stanchi di vedere su ogni tema gente che esce dall'aula, che non vota, che si astiene, che resta a casa. O si serrano i ranghi con convinzione per finire assieme e nel migliore dei modi i 5 anni, oppure si metta pur fine all'intesa. Ma chi vuole questo, e non siamo noi, lo deve dire apertamente".

Ultimo passaggio, guardando già al 2017, sul nodo ormai classico: ricandidatura o meno di Mario Lucini? "Stiamo aspettando da lui un'indicazione - dice Fanetti - A oggi ritengo ancora Lucini l'unica garanzia di sintesi per la maggioranza consiliare, per il futuro deve decidere lui. Credo che a breve ci farà sapere i suoi orientamenti, anche perché nel caso decidesse di non ricandidarsi esiste tutto un percorso nuovo (la primarie, ndr) da avviare che richiederebbe tempo".

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