Cronaca

Delega al Bilancio ma spunta una condanna per truffa. In Provincia scoppia il caso Cotta (Pd)

Come se non bastassero i guai economico-finanziari, un'altra tegola politico-giudiziaria si abbatte sull'amministrazione provinciale. A irrompere tra i banchi di Villa Saporiti è la condanna in primo grado per truffa emersa soltanto in questi...

Come se non bastassero i guai economico-finanziari, un'altra tegola politico-giudiziaria si abbatte sull'amministrazione provinciale. A irrompere tra i banchi di Villa Saporiti è la condanna in primo grado per truffa emersa soltanto in questi giorni a carico del consigliere delegato al Bilancio, Ferruccio Cotta (Pd, ex sindaco di Bulgarograsso). Un anno e 10 mesi, con sospensione condizionale della pena, per una vicenda avvenuta tra 2009 e 2010, quando Cotta era direttore di filiale in una banca di Villa Guardia e rivelata nei giorni scorsi per primi dai colleghi del "Giornale di Olgiate". In estrema sintesi, il consigliere provinciale è stato condannato nel novembre 2013 in primo grado (con ricorso in Appello presentato poi nel gennaio 2014) per aver gestito l'apertura di un conto corrente apparentemente ad esclusivo vantaggio di un cliente e conoscente, ma intestandolo al figlio di quest'ultimo. Figlio che poi i giudici hanno riconosciuto sostanzialmente ignaro dei fatti e delle decisioni prese a suo nome. Su quello stesso conto della discordia venne tra l'altro aperto un fido da parte dell'istituto di credito per una somma pari a 75mila euro, del quale - qualche tempo dopo, quando Cotta non era più direttore - non venne però chiamato al rientro il padre e materiale utilizzatore, bensì, sulla scorta delle intestazioni formali della documentazione, suo figlio. Da qui, la vicenda è poi approdata in Tribunale fino alla condanna di Cotta del novembre 2013 (condanna, come detto, appellata dal consigliere provinciale ma non ancora giunta a nuova sentenza).

La questione - per quanto completamente slegata dall'attività politico istituzionale di Cotta - comprensibilmente non è irrilevante per il ruolo che oggi ha l'esponente del Partito Democratico: consigliere delegato dalla presidente di Villa Saporiti, Maria Rita Livio, proprio al Bilancio. Cioè alla gestione dei (pur pochi) soldi dell'ente, per semplificare. Senza contare, naturalmente, il fatto che fino a oggi - ben dopo le elezioni provinciali del 12 ottobre 2014 - questa vicenda non era mai emersa e non appare nemmeno nel breve curriculum pubblicato da Cotta sul sito istituzionale di Villa Saporiti.

"Ho appreso la vicenda che non conoscevo ma si tratta di una questione che innanzitutto non ha ancora concluso il suo corso definitivo e poi non ha alcuna attinenza con il ruolo politico e istituzionale che Cotta ricopre in Provincia - commenta la segretaria provinciale del Pd, Savina Marelli - Ora non ravviso alcun tipo di ripercussione, il che non annulla la vicenda ma la limita a una sfera privata e personale". Resta, però, il caso politico della candidatura di Cotta alle provinciali quando i fatti (per quanto limitatamente a un primo grado di giudizio) era accaduti da tempo. Ma la segretaria Pd conferma che "non esistono interferenze tra quanto emerso e la candidabilità di Ferruccio Cotta alle scorse elezioni".

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