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Da Letta il Pd non Lariopoldo: quello sotto attacco ma che il potere (per ora) ce l'ha davvero

Da Letta il Pd non Lariopoldo: quello sotto attacco ma che il potere (per ora) ce l'ha davvero

Da Letta il Pd non Lariopoldo: quello sotto attacco ma che il potere (per ora) ce l'ha davvero

In attesa di conoscere ufficialmente il compenso del nuovo direttore della Fondazione Volta, Salvatore Amura, per ora coperto da un riserbo poco trasparente dal presidente dell'ente, Mauro Frangi, e non soltanto da lui (comunque dovremmo essere...

In attesa di conoscere ufficialmente il compenso del nuovo direttore della Fondazione Volta, Salvatore Amura, per ora coperto da un riserbo poco trasparente dal presidente dell'ente, Mauro Frangi, e non soltanto da lui (comunque dovremmo essere attorno ai 40-50mila euro annui, ndr), oggi dalla Biblioteca Comunale di Como è arrivata una risposta in grande stile al "mondo Lariopoldo" che, appunto, ha piazzato il colpo di cui sopra. In occasione dell'arrivo a Como dell'ex premier Enrico Letta, letteralmente spodestato a spintoni, spallate e sarcasmi dall'attuale primo ministro Matteo Renzi (che, peraltro, lo ha anche bollato come "non capace" in alcune intercettazione telefoniche legate all'inchiesta sulla cooperativa Cpl Concordia, ndr), oggi l'altra metà della luna del Pd comasco si è offerta in tutta la sua magnificenza.

enrico-letta-como-2E, diciamolo, anche nell'esibizione del suo potere vero che - oggi, obiettivamente - i Lariopoldi pur aggressivissimi non hanno. In primissima fila, manco fosse la proiezione di "Titanic", in Biblioteca c'erano: il sindaco di Como (senza tessera), Mario Lucini, la vice Silvia Magni, la segretaria provinciale in scadenza, Savina Marelli, il sindaco di Cernobbio, Paolo Furgoni, il consigliere regionale e lettiano di strettissima osservanza da sempre, Luca Gaffuri, il segretario della sezione di Como città del partito, Stefano Fanetti, il presidente di Acsm Agam, Mariuccio Orsenigo, il segretario dei Giovani Pd lariani, Edoardo Pivanti. In altri termini, quell'area - Marelli esclusa, origine Ds - di provenienza margheritina, centrista, cattolicissima che fino a oggi ha e ha avuto davvero avuto in mano il pallino delle vicende dem, soprattutto nel capoluogo ma non soltanto. Quel capoluogo che oggi è la preda più ambita, invece, del renzismo doc, quello spietato, quello che - torniamo all'inizio - va dai Frangi agli Amura, dagli Alberto Gaffuri ai (pur con declinazione socialista) Gioacchino Favara, dai Riccardo Gagliardi alle Chiara Braga e così via. Quelli che con spallate, sarcasmi e Lariopolde vorrebbero sloggiare i concorrenti come fece Renzi con Letta.

Lo scontro ormai è plasticamente rappresentato anche dalla fotografia in alto, dove praticamente nessuno dei Lariopoldi renziani era presente, non casualmente (c'era, però, il presidente della Bcc dell'Alta Brianza, Giovanni Pontiggia, così come c'era il presidente degli industriali, Verga). Insomma, oggi il Pd è due Pd. Uno che ha il potere vero tra le mani ma è palesemente in affanno che è quello che vedete nella foto. L'altro, quello del Pd da bere, che potere reale a Como e in provincia per ora ne gestisce pochino ma è spietatamente a caccia del posto al sole. Chi vincerà?

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