Venerdì, 24 Settembre 2021
Cronaca

Como regno della penombra. Un lettore: "In centro i lampioni illuminano se stessi"

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il contributo di un lettore che, tra disappunto, ironia e amarezza, affronta il tema della (cattiva) illuminazione pubblica a Como, e particolarmente nella zona della città murata. Di seguito, l'intervento...

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il contributo di un lettore che, tra disappunto, ironia e amarezza, affronta il tema della (cattiva) illuminazione pubblica a Como, e particolarmente nella zona della città murata.

Di seguito, l'intervento integrale.

Faccio sommessamente notare come la tecnologia di illuminazione in questi anni abbia fatto passi da gigante. Viviamo in una città che a quanto mi è sembrato di intendere, vorrebbe essere rappresentativa da questo punto di vista. Ora, avendo a che fare quotidianamente con la città murata, non posso fare a meno di fermarmi a riflettere: la vicina Milano in pochi mesi ha convertito tutta (tutta) l'illuminazione pubblica con tecnologia Led, persino la Cristoforetti lo ha sottolineato inviando una foto dallo spazio in cui si nota come il confine cittadino ora sia addirittura visibile a occhio nudo. lampione-dones-2A Como? Qualche fortunato avrà notato ogni tanto il camioncino dei manutentori che fa il giro dei lampioni, li apre, svuota la quantità di insetti che li riempie, richiude, e prosegue il cammino. Si perché i lampioni del centro hanno una caratteristica, tendono a scurirsi nella parte bassa dove si depositano gli animaletti; sono inoltre dotati come la foto (vicino a via Volta, tragico scherzo del destino) evidenzia ben bene, di ottime capacità riflettenti: il concetto è che illuminano se stessi. Quindi oltre a consumare molta elettricità, spendono anche il tempo prezioso di chi li deve pulire, inquinano l'ambiente, favoriscono i borseggi, dirottano le nostre risorse. Quando visitiamo le belle città europee come Madrid, cosa notiamo la sera? che sono illuminate. La luce rende vivi, fa sentire più sicuri, valorizza le strade, i monumenti e i bei palazzi, che nel nostro centro città non mancano. Ma a Como manca la luce. Anzi no, non manca del tutto: in viale Geno per 200 metri circa si può ammirare (al di là di campi di calcio con irrigazione automatica di cui si sentiva grande bisogno) un concetto di luce moderna. Ora, mi dicono, anche la diga foranea ci ricorderà l'importanza della luce... Guido Prandin

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