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Como parte civile al processo sul traffico di rifiuti illeciti

La Regione Lombardia e il Ministero dell'Ambiente non partecipano anche se parti offese

La città di Como si è infine costituita parte civile nel processo sul traffico di rifiuti illeciti. La sede dello stesso è stata spostata per competenza a Como. Grande soddisfazione del Circolo Ambiente Ilaria Alpi, che era intervenuto subito all'inizio delle indagini chiedendo a gran voce che tutti gli Enti Istituzionali si costituissero parte civile. Non hanno però colto l'appello ne la Regione Lombardia ne il Ministero dell'Ambiente, cosa che ha creato qualche perplessità. 

Infatti i traffici illegali di rifiuti possono avere una pesante ripercussione sull'ambiente, come è successo più volte in Lombardia e anche in provincia di Como, con i "roghi" di rifiuti.

L'indagine, denominata "il Feudo" e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia nella figura del pm Silvia Bonardi, è nata con il collegamento di incendi avvenuti in Lombardia con il traffico illecito di rifiuti provenienti in Lombardia anche dal Sud Italia (specialmente da Calabria e Campania). 

Altri comuni si sono costituiti parte civile, insieme a Como: Cinisello Balsamo, Varedo, Lamezia Terme, Gizziera ( provincia di Catanzaro) e Dro, in Trentino. 

Sempre per sensibilizzare la popolazione sul tema il circolo "Ilaria Alpi" sta organizzando per il mese di marzo una serie di incontri sul territorio, in particolare nella nella zona che va da Mariano Comense ad Alzate Brianza, e che vedrà per protagonisti esperti, magistrati, scrittori, giornalisti, impegnati nella lotta alle mafie ed ecomafie. 

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