menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Bella, vivibile, elegante. Ma anche triste, noiosa e in declino. Così è vista Como

Bella, vivibile, elegante. Ma anche triste, noiosa e in declino. Così è vista Como

Como, il parroco che osa l'inosabile: "Quanto è costato ristrutturare il Vescovado?"

"Quando si gestiscono soldi di tutti, cioè provenienti da tassazione o da offerte volontarie o da beni ricevuti in eredità per opere di solidarietà, credo che sia doveroso rendicontare". Inizia così la riflessione datata 2 maggio pubblicata dal...

"Quando si gestiscono soldi di tutti, cioè provenienti da tassazione o da offerte volontarie o da beni ricevuti in eredità per opere di solidarietà, credo che sia doveroso rendicontare". Inizia così la riflessione datata 2 maggio pubblicata dal parroco di San Giuliano, don Roberto Pandolfi. Ma a quella premessa seguono parole forti, fortissime. Probabilmente mai pronunciate o - come in questo caso - messe nero su bianco da un sacerdote comasco. Perché dopo l'annuncio della decisione di pubblicare per la prima volta il bilancio della propria parrocchia (sul sito parrocchiasangiuliano.it), don Roberto - sottolineando che la decisione "vorrebbe anche costituire un esempio per tutti quelli che stanno in alto" - esprime la seguente riflessione: "Uno dei cavalli di battaglia di tutti coloro che osteggiano la Chiesa è la mancanza di trasparenza dei conti, dallo IOR in giù. Perché non si fa finalmente chiarezza? Perché si lasciano dilagare i sospetti, i pettegolezzi, i "si dice"? Basterebbe rendere pubblicamente conto! E questo diventa un appello". Che arriva dritto al vescovo e alla Curia tutta: "La gente ha diritto di sapere come vengono spesi i soldi e anche quanti ne entrano e da quali fonti. Senza andare troppo lontano e restando nella nostra diocesi, è così fuori luogo far sapere quanto è costato ristrutturare il palazzo vescovile? O, qualche anno fa, il seminario? O se è stato acquistato il convento di Colda e, se sì, per quale cifra? O quanto costa il personale laico della curia? O da chi sono stati pagati, e quanto, avvocati, principi del foro milanese? Sono domande forse un po' scomode, ma rispondere sarebbe una forma di rispetto verso tutti coloro che, magari inconsapevolmente, hanno dato il proprio contributo piccolo o grande che sia, al sostegno economico della Chiesa".

Parole fortissime, udite molte volte all'indirizzo della politica (e non manca questo spunto nella riflessione del parroco), ma che don Roberto - se possibile - rafforza ulteriormente: "Tenendo conto che oggi, con tante famiglie che tirano la cinghia e non arrivano a fine mese, è ancora più opportuno dimostrare che non si buttano via i soldi e, se si sono buttati via in opere inopportune e superflue, è importante arrossire di vergogna davanti a tutti: un bagno di umiltà e qualche sana umiliazione non hanno mai fatto male a nessuno. La stessa cosa vale, ovviamente e forse ancora di più, per le congregazioni religiose, soprattutto quelle missionarie, che raccolgono fondi in modo capillare per sostenere le loro missioni. Gli esempi negativi di organismi internazionali e non (vedi UNICEF, FAO e quant'altri) che utilizzano la maggior parte dei soldi raccolti per mantenere e foraggiare le proprie strutture elefantiache devono spronare ad un utilizzo veramente sempre solidale dei beni. E quale stimolo migliore che il dover rendere conto a tutti? Non profetico solo soccorrere i poveri. Forse è profetico anche evitare le spese inutili. E creare un mentalità di autentica condivisione, almeno a livello di conoscenza dell'utilizzo dei beni".

Un inedito assoluto, dunque, questa presa di posizione del parroco di San Giuliano. Un'incognita assoluta la reazione della Diocesi.
Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

QuiComo è in caricamento