Cronaca Viale Felice Cavallotti

Como, 14 arresti per frode al fisco e tangenti

Nei guai commercialisti comaschi, un CTU del tribunale di Como, e due ex dirigenti dell'Agenzia delle Entrate

Quattordici ordinanze di custodia cautelare a carico di altrettante persone. Le accuse sono corruzione, emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per 300mila euro, abuso d'ufficio e mancato rispetto del segreto d'ufficio. Insomma, il sistema delle tangenti e frodi scoperto negli ultimi mesi dal fisco non riguardava soltanto lo studio Pennestrì, già al centro delle indagini. Da questa mattina all'alba i finanzieri di Como stanno procedendo a notificare i nuovi  4 provvedimenti di carcerione (12 ai domiciliari e 2 in carcere).

L'inchiesta

Nei mesi tra l'autunno e l'inverno passati, l'ex direttore dell'Agenzia delle Entrate di Como e l'ex capo dell'ufficio comasco del fisco avevano fatto delle “confidenze” agli inquirenti, dopo che a casa di uno dei due era stato trovato un quaderno con appunti e nomi di professionisti comaschi che pagavano tangenti con lo scopo di influire sulle verifiche fiscali o tributarie o di avere sconti o addirittura annullamenti su debiti e liquidazioni. In tutto sono 22 gli episodi di corruzione contestati dalla Procura di Como, si tratterebbe in pratica di una frode di oltre 2.160.000 euro, perpetrata tra il 2012 e il 2019. Il quaderno tra l’altro riportava anche l'ammontare delle singole tangenti. Sono 37 i contribuenti (persone fisiche o giuridiche) che avrebbero beneficiato della corruzione.

Gli arresti

Delle 14 ordinanze di oggi, 2 riguardano persone portate direttamente in carcere. Si tratta di un altro funzionario dell'Agenzia delle Entrate di Como e di una commercialista, professionalmente legata allo studio Pennestrì. Tra le persone ai domiciliari invece ci sono 9 commercialisti comaschi, tra cui un procuratore fallimentare CTU del tribunale di Como, due ex dirigenti dell'Agenzia delle Entrate, uno di Como e uno di Milano, e un imprenditore.
E forse tutto questo non sarebbe stato possibile se non fosse stato, come dichiara la stessa procura, per l'iniziativa di alcuni funzionari dell'Agenzia delle Entrate che, al principio delal vicenda, hanno deciso di segnalare la gestione anomala di alcune pratiche., 
 

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