Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca

Carly, 32 anni, moglie e madre di Como. Frontaliera del sesso a Chiasso per 8mila franchi al mese

Nell'era del Franco forte, anche il mercato del sesso a pagamento non è immune dai riflessi economici e sociali. Una dimostrazione in questo senso viene dal quotidiano svizzero in lingua tedesca "Blick" che il 5 febbraio scorso ha intervistato...

Nell'era del Franco forte, anche il mercato del sesso a pagamento non è immune dai riflessi economici e sociali. Una dimostrazione in questo senso viene dal quotidiano svizzero in lingua tedesca "Blick" che il 5 febbraio scorso ha intervistato Carly, pseudonimo sotto il quale si celerebbe una mamma 32enne di Como che di lavoro fa la frontaliera del sesso. In sostanza, vive a Como ma lavora come prostituta a Chiasso. Intervistata dai giornalisti di "Blick" - di cui ci fidiamo, naturalmente, sulla parola scritta - Carly rivela di aver scelto questa professione, sebbene tuttora sposata a Como e madre di una figlia, per i guadagni notevolissimi che le porta ogni mese.

"La Svizzera - ha riferito la donna ai cronisti del "Blick" - ha condizioni di lavoro molto più sicure rispetto all'Italia". Poi viene ricostruita la giornata tipo della donna: per 5 giorni alla settimana si reca nella stanza affittata assieme a una collega per 70 franchi al giorno a Chiasso. E lì riceve i suoi clienti, fino a sera. Poi, ogni giorno, il ritorno a casa dal marito e dalla figlia. Insomma un frontalierato del sesso che le rende - secondo quanto riferito dal quotidiano svizzero - 8mila franchi ogni mese. Il tutto, come si accennava, in condizioni di ragionevole sicurezza. Spiega la stessa Carly ai cronisti di essersi prima di tutto "registrata dalla polizia", che sa dove la 32enne vive e "si reca immediatamente sul posto di lavoro in caso di emergenza". Inoltre, sono previsti controlli sanitari per la maggiore sicurezza di tutti.

L'articolo, poi, nella parte finale mette in luce le diverse condizioni in cui viene esercitata la prostituzione in Italia: su strada, senza controlli di sicurezza né tantomeno igienici. Tanto che la comasca esclude di poter lavorare nel nostro Paese, magari proprio in provincia, poiché le strade in Italia sono pericolose e non sai mai cosa può succedere e perché la prostituzione esiste ma è ancora un tabù. Inoltre, il comportamento dei clienti italiano è definito "indecente e osceno".

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