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Aule al gelo, bambini con i cappotti: il Comune di Como abbassa il riscaldamento per risparmiare

La segnalazione è arrivata questa mattina intorno alle 9 a Comozero: alla scuola elementare di via Montelungo, da diversi giorni, gli scolari - in particolare il caso a noi sottoposto riguarda gli alunni della terza classe - sono costretti a stare...

La segnalazione è arrivata questa mattina intorno alle 9 a Comozero: alla scuola elementare di via Montelungo, da diversi giorni, gli scolari - in particolare il caso a noi sottoposto riguarda gli alunni della terza classe - sono costretti a stare tra i banchi con cappotti, sciarpe e guanti per il freddo polare che avvolge l'aula. Questo, almeno, nei giorni in cui si rende necessario utilizzare la lavagna elettronica, perché per le materie dove non è richiesto l'ausilio dello strumento tecnologico, in più occasioni i bambini sono stati trasferiti in altri locali dell'edificio comunale, dove la temperatura è più umana (o almeno superiore ai 15-16 gradi registrati nell'aula). Una situazione pesante, che dopo giorni di silenzio oggi è stata portata a nostra conoscenza ma che, evidentemente, non poteva protrarsi più a lungo, a tutela della salute stessa dei bambini. Tra l'altro - piccolo inciso - va sottolineato come proprio la scuola elementare di via Montelungo fosse stata al centro, tra l'estate e l'autunno, di un cantiere comunale per il rifacimento delle facciate, la posa di nuovi serramenti con appositi vetri di sicurezza e una serie di interventi sulla palestra (rifacimento della pavimentazione, rifacimento dei bagni e degli spogliatoi e del relativo impianto elettrico). L'importo dei lavori ammontava a 450mila euro, somma interamente finanziata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Soldi che, peraltro, non erano servita ad arginare - letteralmente - una prima figuraccia di cui avevamo dato conto con questo articolo il 21 novembre scorso, quando vennero a galla (ancora letteralmente) notevoli infiltrazioni di acqua piovana proprio in palestra.

Ebbene, tornando al caso delle aule gelide, a distanza di 7 ore dalla prima richiesta telefonica di chiarimenti da noi inoltrata al Comune di Como, da cui la scuola dipende in tutto e per tutto, ecco l'incredibile spiegazione della situazione: da qualche tempo Palazzo Cernezzi ha abbassato ovunque, in tutte le strutture di sua proprietà, la temperatura del riscaldamento di un grado, dunque non soltanto nella scuola, per risparmiare. Anche se, come in via Montelungo, classi di bambini devono stare infagottate durante le lezioni. Di seguito, comunque, pubblichiamo il comunicato ufficiale di risposta alla nostra richiesta di chiarimento sul caso specifico, che ha rivelato la situazione più generale.

"In attuazione della legge 89/2014 che ha convertito il Decreto Legge 66/2014 "Misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale" (cosiddetto decreto Spending Review 3) sono entrati in vigore ulteriori provvedimenti di contenimento della spesa pubblica. La normativa ha introdotto l'obbligo di verificare la possibilità di ridurre del 5% il valore dei contratti in essere di beni e servizi. E a tale verifica è stato sottoposto, tra gli altri, il contratto di gestione calore sottoscritto a suo tempo dal Comune di Como con Acsm-Agam Spa, capogruppo mandataria dell'associazione temporanea di imprese Acsm-Agam spa e Manutencoop Facility Management spa. Posto che il risparmio - secondo i tecnici - non può essere garantito diminuendo i tempi di accensione degli impianti, è stata sottoposta a sperimentazione la possibilità di ridurre la spesa abbassando di 1° grado le temperature. La sperimentazione è stata avviata nei giorni scorsi e tutti gli edifici interessati sono sottoposti a verifiche e misurazioni continue sia da parte dei tecnici comunali che da parte del gestore. Termometro alla mano, negli uffici comunali, scuole, musei, nidi, centri sportivi, centri di accoglienza la temperatura registrata è in linea con quella massima consentita per legge, ossia 21 gradi (la temperatura massima è fissata a 19 gradi, con una tolleranza di due gradi ulteriori). 17° è la temperatura prevista, invece, per gli edifici adibiti ad attività industriali ed artigianali (magazzini); per quanto riguarda, infine, corridoi e disimpegni la temperatura è di 17° e di 15° per le palestre.

"Stiamo effettuando controlli quotidiani - spiega il dirigente dell'area Opere pubbliche e Servizi per la città, l'ingegner Antonio Ferro - ed è bene precisare che, secondo la normativa, le temperature devono essere misurate all'altezza di 1,5 metri dal pavimento e al centro dei locali". Le verifiche proseguiranno anche nei prossimi giorni e solo al termine della sperimentazione verrà assunta la decisione finale. "Se disporremo di dati positivi - prosegue Ferro - allora potremo rendere definitiva la sperimentazione. Diversamente è ovvio che il contratto non sarà modificato. Il fatto di aver avviato tali modifiche nei mesi più freddi è legato alla necessità di disporre di un quadro reale della situazione". Dati alla mano, l'amministrazione potrà definire anche quegli interventi da effettuare sugli involucri degli edifici per garantire la minor dispersione energetica. "Ogni segnalazione viene registrata, disponiamo immediati controlli e nel caso anche una diversa taratura degli impianti - conclude Ferro - Le variabili del resto sono numerose, pensiamo solo alla minore o maggiore esposizione al sole, alla quantità e qualità delle finestre". "La norma ci ha imposto di verificare la possibilità di ridurre del 5% i contratti in essere - commenta il sindaco Mario Lucini - E' stata pertanto avviata questa verifica e la conseguente sperimentazione. Nei prossimi giorni, all'esito della stessa, decideremo se confermare o meno il provvedimento. E' evidente, peraltro, che tutte queste evoluzioni normative pongono difficoltà sempre nuove agli enti locali".

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