Cronaca

Arianna Sinigaglia, giovane architetto, prova a farvi sognare sulla Ticosa futura

Vi sembra impossibile sognare parlando di Ticosa? Comprensibile, visto che da anni - decenni - in relazione all'area che un tempo ospitava la monumentale tintostamperia gli unici concetti evocabili sono immobilismo, amianto, bonifiche, continui...

Vi sembra impossibile sognare parlando di Ticosa? Comprensibile, visto che da anni - decenni - in relazione all'area che un tempo ospitava la monumentale tintostamperia gli unici concetti evocabili sono immobilismo, amianto, bonifiche, continui incontri (mai) decisivi, spese folli e inconcludenza. E che tutto questo non vi interessi più lo dicono i numeri: quando scriviamo pezzi (che continueremo a scrivere perché comunque il nostro compito rimane informare) su arsenico, cumuli di terra o fantascientifici progetti pieni di nulla, non li cliccate nemmeno a morire. E invece, pochi giorni fa, il post dedicato alla tesi di laurea di una comasca a Leeds, la giovane Martina Taroni, è volato. Perché? Noi crediamo perché - pur se sempre in rapporto alla Ticosa - quel post parlava di persone, di bisogni reali, di desideri concreti dei cittadini su un'area che invece, ridotta a sterile dibattito politico o a "pippone giornalistico", non interessa più a nessuno. Ha perso completamente appeal e credibilità, tanto quanto le classi dirigenti che ce l'hanno consegnata così.

Ecco, oggi proviamo a sognare ancora. Grazie alle idee di Arianna Sinigaglia, giovane architetto comasco (senza altri aggettivi) che ci propone (grazie all'articolo dedicato a Martina Taroni: nulla è casuale) una visione suggestiva dell'area: un laboratorio per le energie rinnovabili, una sorta di accademia d'eccellenza sulle energie pulite coniugata con una rinascita verde della zona. Splendido, anche se probabilmente destinato a rimanere un sogno. Ma tra ipotesi di grigie palazzine o di una "semplice" distesa di posti auto, un sogno resta sempre preferibile alla realtà. Almeno qui.

Sopra, avete le immagini per farvi un'idea. Sotto, il contributo integrale di Arianna Sinigaglia.

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Se penso all'area Ticosa, ed all'occasione persa di avere Como Next proprio in città non vedo altra strada che quella di ricostruire, in modo diverso, un'eccellenza che porti Como in Europa.

Se questa distesa abbandonata, una volta terminata la bonifica, diventasse un centro internazionale per la formazione di figure professionali che lavoreranno con le energie rinnovabili e con il verde?Un'"accademia" che formi tecnici sulle energie pulite, sulla bioedilizia, sulla conservazione dell'acqua, sulla chimica verde, sull'agricoltura biologica, consulenti sui temi dell'ambiente e dell'energia... Oltre ad una scuola professionale che formi floricultori esperti ed agronomi, capaci di prendere in concessione e gestire la manutenzione di tutte le aree verdi della città.

Una "scuola" con lezioni in aula, laboratori ed un'area dove si possano sperimentare le nuove tecnologie sulle energie rinnovabili, un luogo che porti nella nostra città studenti da ogni parte del modo per studiare quei temi che saranno il futuro delle smart city. La Santarella riqualificata potrebbe essere la sede di startup che sviluppano temi legati all'ambiente ad a settori come Green Building (edilizia sostenibile),Green Chemistry (trattamento biomasse), Advanced Energy (produzione e stoccaggio di energia), Clean Tech (trasferimento tecnologico), schiacciando l'occhiolino ad una "riuscita realtà piemontese" come "Environment Park".
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