Amarezza Marelli, maxi-sfogo Rovi, scontro Cariboni-Como Civica: centrosinistra in fiamme

Un tutti contro tutti o quasi. E' davvero esplosiva la situazione nel centrosinistra comasco dopo la clamorosa sconfitta in consiglio comunale sulla delibera di vendita delle azioni Acsm Agam. Come non fossero bastati i 5 voti decisivi fuoriusciti...

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Un tutti contro tutti o quasi. E' davvero esplosiva la situazione nel centrosinistra comasco dopo la clamorosa sconfitta in consiglio comunale sulla delibera di vendita delle azioni Acsm Agam. Come non fossero bastati i 5 voti decisivi fuoriusciti dalla maggioranza e determinanti per l'affossamento dell'operazione, le ore successive sono proseguite tra accuse, veleni e scontri aperti. Al di là delle parole durissime del consigliere dem Gioacchino Favara che abbiamo riportato in questa intervista, molti altri sono i fronti aperti.

Dopo che lo stesso segretario cittadino del Pd, Stefano Fanetti, aveva sostanzialmente chiesto le dimissioni dell'assessore alla Cultura, Luigi Cavadini, per la mancata organizzazione della mostra a Villa Olmo, la vicenda Acsm ha aperto scenari simili anche per la collega con delega alle Società Partecipate Savina Marelli. La quale, rispetto a un possibile passo indietro, ai microfoni di Espansione Tv ha affermato che "non avrei nessun problema a farlo se me lo chiedesse il sindaco; sicuramente avrei voluto che la vicenda Acsm fosse finita diversamente perché valorizzare l'intento era valorizzare e rafforzare la società ma la maggioranza (intesa come defezioni, ndr) è stata determinante". Non è mancato, però, un ultimo inciso velenoso rispetto ai "traditori": "La delusione grossa è che si chiedeva più tempo, più calma ma in realtà le decisioni su come votare erano già state prese già molto prima di ottenere la documentazione che pure si chiedeva con tanta insistenza. E tutto questo è deludente". Chiaro accenno a una volontà preordinata di far fallire l'operazione forse con l'intento anche di colpire direttamente lei stessa.

rovi-nov15Ma tra le numerose posizioni polemiche, particolare è quella di un altro consigliere comunale del Pd, Guido Rovi. Sovente su posizioni critiche rispetto all'ala "ortodossa" del partito, Rovi su Acsm ha votato a favore. Ma poche ore dopo il voto si è espresso in toni molto duri: "Ieri abbiamo assistito ad una situazione il cui esito era annunciato da tempo. Una vicenda sì discussa, ma avevamo chi non era d'accordo. E lo sapevamo. Se ne doveva prendere atto subito. Questo metodo non va bene (e non funziona) e questo modo di imporre le scelte non mi è mai parso la soluzione migliore". E ancora: "In alcune situazioni in questo mandato mi sono trovato in disaccordo e ho espresso le mie perplessità con il voto (o con il non voto), perché non ho mai avuto problemi ad esporre le mie opinioni. Qualcuno verrà a raccontarci che le responsabilità sono condivise e/o di qualcun altro; le responsabilità sono di chi ha voluto portarci in questa situazione come gruppo politico cittadino e non solo dei suoi ruoli apicali del PD. Io allora non ero d'accordo e sono stato accusato di lesa maestà, quando erano semplici considerazioni politiche, mai personali. Mai scendere sul personale".

pd-gaffuri-marelliPesantissimo infine, l'affondo sul gruppo dirigente dentro e fuori Palazzo Cernezzi: " Una gestione da anni sostanzialmente monocorrente durata fino a pochi mesi fa e che piano piano sta provando a trovare un'altra dimensione. Infatti abbiamo spesso provato nel partito ad uscire da una dimensione da "conclave" dove la discussione era intesa come fatto puramente liturgico e formale, cercando di porla sul piano dialettico, ma non ce l'abbiamo fatta. Troppo spesso un centralismo democratico d'altri tempi è parso più glamour (e comodo). Condividere e tenere insieme tutti non significa dettare una linea calata dall'alto e inemendabile. Se è vero che molti sono gregari, per fiducia sincera, stavolta è stato dimostrato che la tenuta della maggioranza non è garantita dalla severa disciplina. Anzi. E' la libertà la migliore forma di disciplina. Vanno trovate altre strade e maggiore propensione alla mediazione interna per trovare una posizione in cui tutti possono riconoscersi. Da qui deve ripartire il PD, da qui dobbiamo ripartire. Insieme. Lo dico da due anni su tanti temi ed è il principale motivo per cui mi ero candidato allora alla segreteria cittadina del mio partito. Una candidatura non "contro" ma "per". Per il pluralismo e le diverse sensibilità. Ero a disposizione allora, lo sono oggi".

spallino-tumblr-comune Spallino (foto Tumblr Comune Como)

Non è finita. Da Como Civica - lista di fatto esprime direttamente sia il sindaco Mario Lucini sia, tra i big, l'assessore Lorenzo Spallino - in serata è arrivata una lunga nota sui fatti del consiglio comunale di giovedì sera (la trovate integrale qui). Nel documento si ribadisce che "noi di Como Civica abbiamo convintamente sostenuto la bontà di questa operazione proposta dalla Giunta", si elencano i motivi tecnici per cui era stato garantito l'appoggio totale all'operazione ma poi arriva la stoccata al fiele per rivolta all'opposizione ma certamente anche ai 5 consiglieri di maggioranza che hanno votato no (Grossi e Nessi di Paco Sel, Favara e Grieco del Pd, Cariboni di Amo la mia città): "Purtroppo altri hanno voluto far perdere ad Acsm-Agam e alla città di Como questa opportunità. Quali saranno le conseguenze ce lo dirà il tempo. E ciascuno si assumerà le proprie responsabilità davanti ai cittadini e ai lavoratori. #ricordiamocelo".

eva-cariboni"Ebbene, a stretto giro di posta è arrivata una secca replica di Eva Cariboni: "Completamente in disaccordo con l'analisi di Como Civica. A fronte di vantaggi del tutto opinabili e non garantiti (la maggior parte di quanto scritto è presa pari pari dalla presentazione, o meglio spot pubblicitario, del modello Multiutility dei territori illustrato dai vertici di A2A in commissione) che in quanto tali possono ascriversi più alla sfera dei sogni - o meno poeticamente e più pragmaticamente alla fuffa, a fronte di proclami intrisi di terrore sulla fine prossima di ACSM AGAM rivelatisi poi se non del tutto falsi quantomeno basati su analisi parziali, abbiamo rischiato di perdere il controllo della società fiore all'occhiello di Como, che da anni cresce e distribuisce dividendi, operazione che a mio avviso avrebbe potuto causare una perdita patrimoniale ingente. Abbiamo rischiato di rimanere con il classico cerino in mano. Ma questa non è la fine della vicenda, è solo l'inizio, ora bisogna capire come si possa davvero valorizzare ACSM-AGAM per renderla competitiva anche per gli anni a venire. Abbiamo tutto il tempo che serve. E sono certa che il tempo darà ragione a chi ieri, anche coraggiosamente in disaccordo con il proprio gruppo politico, ha evitato questa svendita". Beffardo l'hashtag finale: ‪#‎ricordatevelo‬.

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