A Como licenziamenti in crescita: + 10% rispetto al 2009

Sono 263 i lavoratori licenziati a Como e provincia che sono stati inseriti nelle liste di mobilità nell'ultimo mese. È emerso dalla seduta della sottocommissione mobilità dell'Amministrazione Provinciale di Como che ha

Sono 263 i lavoratori licenziati a Como e provincia che sono stati inseriti nelle liste di mobilità nell'ultimo mese. È emerso dalla seduta della sottocommissione mobilità dell'Amministrazione Provinciale di Como che ha valutato e approvato la lista di mobilità del mese di luglio 2010. Di questi, 166 sono stati licenziati seguendo le procedure previste dalla legge 223/1991, in quanto dipendenti da aziende che occupano più di 15 dipendenti, 91 lavoratori sono stati licenziati da aziende che occupano meno di 15 dipendenti e 6 lavoratori frontalieri che sono residenti in Provincia di Como sono stati licenziati da aziende che operano in territorio svizzero.

Continuo incremento - Il confronto con lo stesso periodo (gennaio - luglio) del 2009 registra un aumento nel 2010 del 10,7% del totale della mobilità: passano da 1952 a 2161 i lavoratori licenziati. Se si valutano i lavoratori dipendenti da aziende con più di 15 dipendenti, nei primi 7 mesi del 2010 si è verificato un incremento del 33,9% passando da 747 a 1000 licenziamenti, mentre si è verificata una contrazione del 5,5% dei lavoratori in mobilità e dipendenti da piccole aziende, quelle che occupano meno di 15 dipendenti, passando da 1180 nel 2009 a 1115 nello stesso periodo del 2010. Infine prosegue l'incremento dei licenziamenti dei frontalieri: 46 licenziati periodo gannaio-luglio di quest'anno con un incremento dell' 84% rispetto al 2009.

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Il coomento della Cgil - «Sono dati drammatici – commenta Franco Santambrogio, della segreteria provinciale della Cgil di Como - Sta cambiando sostanzialmente la mobilità: negli scorsi mesi interessava prevalentemente le aziende piccole, ora coinvolge maggiormente le grandi. Ciò significa che letteralmente stanno “buttando fuori” tutti i lavoratori, essendo finita la cassa integrazione, i licenziamenti non riguardano più solo i giovani e i precari ma anche gli operai qualificati e gli anziani».

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