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Boom di bici elettriche, trampolini abusivi e bikers scavezzacollo: la Spina Verde corre ai ripari

Il presidente del Parco: "Sentieri percorsi anche da famiglie a piedi, è troppo pericoloso soprattutto ora che con il covid c'è molta affluenza nei boschi"

La moda delle mountain bike elettriche sta diventando un problema per il Parco della Spina Verde e per le numerose famiglie con bambini che in tempo di covid hanno preso l'abitudine di frequentare con maggiore assiduità i suoi sentieri e boschi. Come testimoniato da un lettore alcuni percorsi da e per il Pin Umbrela (che partono da Monte Olimpino o da via Cardano) sono diventati pericolosi a causa dell'elevato numero di ciclisti discesisti che percorrono a tutta velocità i sentieri. 
Come spiegato dal presidente del Parco Regionale della Spina Verde, Giorgio Casati, il problema si sta facendo sentieri molto negli ultimi tempi "a causa della diffusione delle bici elettriche che permettono a chiunque, anche ai meno atleticamente preparati, di salire su sentieri ripidi". Alla diffusione della moda della mountain bike elettrica, continua Casati, si aggiunge "il grande incremento del numero di persone che anche a piedi cercano svago nei boschi del nostro parco per sfuggire agli assembramenti della città nel poeriodo di covid".

Dunque, passeggiando su alcuni sentieri capita sempre più spesso di incrociare ciclisti che scendono veloci. Per aumentare il divertimento - ma anche il grado di rischio - qualcuno di loro ha pensato addirittura di costruire trampolini con tronchi d'albero. Non è chiaro se i tronchi siano stati tagliati da piante già cadute o no, ma il punto è che queste strutture sono abusive. "Abbiamo spiegato al Prefetto che noi non abbiamo poteri di polizia per far rispettare l'ordine pubblico - ha commentato Casati - e se queste strutture vengono costruite di notte non abbiamo modo di cogliere sul fatto i responsabili". 
Tuttavia il Parco della Spina Verde ha preso in seria considerazione il problema, visto che il rischio che corrono ciclisti e "passeggiatori". Da poco è iniziata la collocazione di cartellonistica informativa e di divieto. Tre cartelli che segnalavano il divieto alle mountain bike di percorrere alcuni specifici tratti, sono stati rimossi notte tempo. "Ma la nostra intenzione - ha concluso Casati - è di mettere in siocurezza i sentieri facendo chiarezza con la cartellonistica. Nel contempo abbiamo richiesto l'istituzione di un guardiaparco con compiti e poteri che gli consentano di fare rispettare i regolamenti".

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