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Sci, il 18 gennaio riaprono gli impianti: c'è l'ordinanza

Per i comaschi la stagione in Valtellina e Svizzera è sempre più corta

Il ministro Speranza ha firmato. Nei giorni scorsi le regioni e le province autonome avevano chiesto attraverso lettera del presidente della conferenza, Stefano Bonaccini, un rinvio della riapertura in vista di un allineamento delle linee guida al parere espresso dal Cts. In ballo ci sono tanti posti di lavoro. Le Regioni chiedevano al Governo di aprire gli impianti di risalita almeno il 18 gennaio. Il ministro della Salute ha così firmato l'ordinanza con cui si differisce la riapertura degli impianti sciistici al 18 gennaio prossimo. Mancano due settimane a quella data, anche se il Lombardia si sperava che il via avvenisse già dal 7 gennaio. Tra l'altro erano anni che non si registravano nevicate così importanti. 

Sci: il 18 gennaio riaprono gli impianti

Nei giorni scorsi le regioni e le province autonome avevano chiesto attraverso lettera del presidente della conferenza, Stefano Bonaccini, un rinvio della riapertura in vista di un allineamento delle linee guida al parere espresso dal Cts.

"La questione non è rinunciare allo sci, ma a tutti i posti di lavoro che ci sono in ballo e di gente che non ha nessuna tutela. In questo modo mandiamo a picco la montagna", ha spiegato Valeria Ghezzi, Presidente dell’Anef (Associazione Nazionale Esercenti Funiviari), che aveva rimarcato la necessità di dover dare il via alla stagione invernale per far lavorare tutte le persone che si occupano del settore del turismo bianco: "Secondo me quello che a Roma non è ancora chiaro è che per noi questi quattro mesi di stagione invernale valgono 12. Se per caso arriviamo ad aprile poi se ne riparla nel 2021, perché il maestro di sci non ha più materia prima e noi nemmeno. E la stagione estiva, sul fatturato annuo del settore, rappresenta una cifra che sta tra il 5 ed il 10%. Quindi il 90% lo facciamo l'inverno, fino ad aprile".

"Erano soprattutto le Regioni alpine a dire che non erano pronte per il 7 a ripartire. Abbiamo pensato che il 18 come Regioni potesse essere una data congrua" ha spiegato negli scorsi giorni Stefano Bonaccini, presidente della Conferenza delle Regioni. "Il tutto considerando comunque che i casi di coronavirus stanno aumentando in questi giorni. Il virus circola ancora e bisogna stare molto attenti agli assembramenti". Ai maestri di sci dell'Emilia-Romagna, ha aggiunto, "ristoreremo tra gennaio e febbraio un milione di euro di risorse della Regione per dare un bonus a fondo perduto e un po' di ossigeno per la fatica e le difficoltà di questi mesi. Così come abbiamo chiesto al Governo che per quanto riguarda i gestori degli impianti servono parecchi milioni di euro per ristorarli. Noi come Regione li aggiungeremo. Tra gennaio e febbraio invece arriveremo a 40 milioni per tutte le categorie colpite: 22 milioni a bar e ristoranti, 3 milioni a discoteche e sale da ballo, 3 milioni tra palestre e piscine e non solo".

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