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Como, tifosi juventini fecero esplodere fumogeni sul lungolago: identificati

L'episodio è avvenuto a novembre. Ora pronto il daspo

Immagine di repertorio

Il campionato di calcio è fermo a causa dell’emergenza covid, ma non subisce invece alcuno stop l’attività investigativa della divisione anti crimine della questura per impedire l'accesso alle manifestazioni sportive future a chi abbia “messo in campo” comportamenti violenti o comunque illegali.
Il 30 novembre 2019 allo stadio Senigallia si disputava la partita Como-Juventus under 23. È in quest’occasione che un folto gruppo di tifosi della Juve, prima di accedere allo stadio nel settore delicato, si era radunato vicino al Monumento ai Caduti, intonando cori e accendendo 3 fuochi d'artificio a luce rossa, che sono però vietati dalla norma. Grazie alla documentazione video-fotografica analizzata dagli agenti della polizia scientifica, la questura di Como è riuscita a ricostruire i fatti e a identificare tre persone coinvolte, anche grazie alla collaborazione dei colleghi torinese. Per questo motivo il questore di Como ha emesso altrettanti provvedimenti di DA.spo, di cui uno aggravato dall'obbligo di firma.

Il risultato di questo tipo di pena è per queste tre persone: il divieto d'accesso agli impianti sportivi per un periodo che varierà da un minimo di un anno ad un massimo di cinque, l’impossibilità di muoversi liberamente nelle zone vicine allo stadio, ma anche quella di potersi semplicemente avvicinare agli impianti sportivi dove la loro squadra del cuore stia svolgendo gli allenamenti.

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