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Mick Jagger porta il Lago di Como a Venezia

La mostra del cinema è rock: The Burnt Orange Heresy sigilla la Biennale con una magica cornice lariana

Regia italiana, attori di livello mondiale e il Lago di Como a fare da sfondo. Questa la ricetta di The Burnt Orange Heresy, il film che chiuderà Venezia 76. La pellicola, tratta dal romanzo di Charles Willeford e adattato per il grande schermo da Scott B. Smith, è un thriller ambientato nel mondo dell'arte italiana in questa caso incorniciata dalla magia del Lario. 

Dopo il debutto giapponese, la Biennale ha svelato il suo film di chiusura: a mettere la parola fine sull'edizione numero 76 sarà, come detto, il The Burnt Orange Heresy diretto dal regista Giuseppe Capotondi, con Mick Jagger dei Rolling Stones nel cast.

Il film vede per protagonisti Claes Bang e Elizabeth Debicki (nella foto sotto): lui gallerista ambizioso, lei turista americana sedotta dai suoi modi. In villeggiatura sul Lago di Como, i due s'imbatteranno in Mick Jagger nei panni di un Cassidy, importante collezionista di opere d'arte. L'uomo propone ai due il colpo perfetto: introdursi nello studio personale del geniale ma riservatissimo artista Jerome Debney (Donald Sutherland), suo amico di vecchia data, e trafugare un'opera importante. Spronata dall'ambizione senza confini di Jack, Berenice si ritroverà in una situazione molto diversa da quella prospettata dal loro mandante.

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