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Luci sulla casa Casa del Fascio a Como, l'ex non si tocca

Almeno fino alla Befana la preposizione resta in cima al simbolo razionalista della città

L'ex Casa del Fascio

Guai a chiamarlo Palazzo Terragni, tutti inorridiscono. Fin qui tutti (o quasi) d'accordo. Il contenzioso nasce invece quando gli opposti pensieri si scontrano sull'uso o no della preposizione "ex" davanti a Casa del Fascio, il più importante simbolo razionalista di Como. Se ai puristi dell'architettura e ad alcuni politici, con e senza nostalgie, ex mette i brividi, alla fine è stato proprio l'Ordine degli Architetti a chiosare la questione "imponendo" quell'ex davanti alla Casa del Fascio. 

A ribadire il concetto "Ex Casa del Fascio" ci ha ppi pensato in questi giorni di luce, Maarc, l'associazione del Museo Virtuale Astrattismo e Architettura Razionalista Como con la proiezione all'interno degli eventi della Città dei Balocchi che sembra mettere la parola fine sulla questione, come si vede chiaramente nella foto, almeno fino al 6 gennaio 2019: "Per il terzo anno consecutivo la nostra associazione - ha detto la presidente di Maarc Ebe Gianotti - sarà presente al Magic Light Festival con l'illuminazione dell'ex Casa del Fascio di Giuseppe Terragni, in Piazza del Popolo, sulla cui facciata sarà proiettata un'immagine scattata da Lorenza Ceruti, architetto e fotografa, (con la grafica di Giovanna Saladanna, architetto e grafica), scelta per collaborare con noi alla 25 esima edizione della Città dei Balocchi. Un edificio speciale questo di Terragni, simbolo dell'architettura razionalista italiana, che insieme ai numerosi celebri edifici sparsi in città e nel territorio provinciale caratterizza Como come una delle più importanti capitali dell'architettura del '900 a livello internazionale: l'ultima testimonianza della nostra tradizione di grandi costruttori che parte dai magistri comacini e arriva fino a noi. Dell'edificio perfetto si è voluto sottolineare l'elemento della trasparenza che Terragni aveva tanto a cuore e, se dall'interno le ampie vetrate permettono di dialogare con il Duomo e con la vita che scorre all'esterno, la fotografia di Lorenza Ceruti inviterà noi, da fuori, a relazionarci con lo spazio interno. Materia e pietra che incontrano la luce, in continuità con la mission di Made In MAARC, puntare la luce in modo permanente sul patrimonio architettonico razionalista di Como, non ancora pienamente valorizzato".

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