Mercoledì, 23 Giugno 2021
Attualità Piazza del Popolo

Una "preghiera" per la Casa del Fascio

Seduti al cospetto della divinità dell'architettura, la lezione arriva dagli studenti

Casa del Fascio

Chiunque transiti frequentemente da piazza del Popolo avrà spesso notato gruppi di studenti intenti a fotografare o a schizzare il Palazzo del Fascio. Succede quasi tutti i giorni che il simbolo del Razionalismo, progettato da Giuseppe Terragni, sia meta quasi obbligatoria per chi ha scelto percorsi universitari con indirizzi formativi specifici. Un pellegrinaggio che dimostra, ancora una volta, se mai ce ne fosse bisogno, quanto sia rilevante lo studio della Casa del Fascio per chiunque si avvicini a una materia come l'architettura.

Il quadretto (la foto è di venerdì scorso) è particolarmente suggestivo perché mostra un nutrito gruppo di stutendi seduti come al cospetto di una divinità. Uno scatto che simboleggia il valore della Casa del Fascio più di mille altre fotografie. Un rispetto quasi religioso, manifestato durante una lezione in cui ogni studente ha provato a interpretare le suggestioni trasmesse dal capolavoro razionalista.

In città non esiste un altro monumento che abbia le stesse attenzioni, eppure il suo valore resta sempre più prossimo alle parole che ai fatti. Tanto che, ad oggi - e per certi versi verrebbe da dire per fortuna - ospita ancora il Comando della Guardia di Finanza di Como. Ogni progetto che vorrebbe riportarlo a una funzione diversa, certamente più appropriata al suo contesto e al suo valore storico, rimane infatti sempre sulla carta. Il giorno in cui la Casa del Fascio possa trasformarsi in un museo (possibilmente di sé stesso), visitabile anche internamente tutti i giorni, sembra molto lontano. Purtroppo manca una volontà politica sufficientemente efficace da produrre l'attesa svolta.

Eppure Como non può continuare a ignorare un proprio simbolo in grado di attirare un interesse accademico di questa rilevanza da tutto il mondo. La Casa del Facio è un capolavoro architettonico in cui visibilità e trasparenza avevano ben altro significato da quello che sembra assumere oggi: l'opera del Terragni resta ben visibile agli occhi di chi viene a studiarlo ma assolutamente trasparente per la città. Sembra quasi che questi studenti stessero "pregando" anche per noi. Ma ci hanno dato, loro sì, solo una lezione. 

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