Venerdì, 25 Giugno 2021
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Como, falsifica l'orario d'entrata: dipendente comunale licenziata in tronco

Massima sanzione disciplinare per falsa attestazione della presenza sul luogo di lavoro

Uffici del Comune di Como

Sorpresa a falsificare l'orario di entrata in ufficio: un'impiegata dell'ufficio anagrafe del Comune di Como è stata licenziata nella giornata di venerdì 26 gennaio 2018. La notizia è trapelata nel primo pomeriggio. L'amministrazione comunale non ha volutamente diffuso i particolari della vicenda per tutelare quanto più possibile la privacy della donna.

L'assessore con delega alle Risorse umane, Elena Negretti, ha commentato in modo sintetico ma netto l'episodio: "Sul piano umano mi dispiace molto per l'impiegata, ma l'amministrazione ha dovuto fare rispettare la legge che prevede il licenziamento nel caso in cui un dipendente commetta falsa attestazione o inganni deliberatamente l'amministrazione circa la sua presenza in servizio".

Come sia avvenuta la "falsa attestazione" non è dato sapere, poiché questo è uno di quei particolari che potrebbe circoscrivere il settore di appartenenza dell'ex impiegata o addirittura l'ufficio. Infatti, per attestare il proprio ingresso sul luogo di lavoro non esiste presso il Municipio di Como la sola "timbratura" del classico cartellino. Nel caso di una dimenticanza di tale timbratura elettronica del cosiddetto badge esiste, peraltro, la possibilità autocertificare la propria presenza.

Quale che sia stato il metodo utilizzato dalla dipendente licenziata, qualcuno si è accorto della falsa attestazione. Su segnalazione del dirigente competente del settore in cui lavorava l'impiegata l'ufficio dei provvedimenti disciplinari ha applicato la sanzione prevista: il licenziamento".

E' verosimile pensare che per adottare l'estrema sanzione l'amministrazione comunale avesse avuto modo di accertare precedenti episodi di questo genere.

In passato proprio QuiComo si era occupato di un'inchiesta sui "furbetti" del cartellino in Comune a Como: alcuni dipendenti timbravano l'entrata ma anziché entrare in ufficio andavano al bar o sbrigare commissioni. Dopo l'inchiesta giornalistica il Comune ha adottato il pugno di ferro, sebbene la Procura abbia archiviato il caso riguardo tre dipendenti pizzicati proprio dalla telecamera di QuiComo.

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