Body Shaming, Monika, neommama di Como, presa di mira sui social : "Spero di essere di aiuto ad altre donne"

"Tutto nasce dai social che tra filtri, angolature e make up danno un'idea distorta della bellezza"

In foto: Monika e la sua bimba

Monika è una bellissima ragazza di Como, una neomamma per la precisone. Ha partorito, a maggio di quest'anno al Valduce, una meravigliosa bambina. Ha vissuto parte della gravidanza durante il lockdown e in piena pandemia. 

Tante le paure, ma più grande la gioia:

«All'inizio ero preoccupata e spaventata perché non si riusciva a capire come ci si contagiava, cosa si rischiava.
Poi il periodo più bello vissuto chiusa in casa non è il massimo delle aspettative. Pensavo di viverla uscendo e facendo cose con la famiglia, in serenità assoluta. Avevo paura principlamente di poter contagiare la piccolina, per me onestamente non ero cosi in ansia...sarà istinto materno.

Alle 6 guardavo il sempre il "bollettino" della protezione civile perché speravo migliorasse la situazione in vista del parto, avevo il timore di dover partorire da sola.
Al Valduce fanno entrare solo i mariti, niente parenti e la mia piccola la mia famiglia l'ha conosciuta dopo una settimana dal parto.
È stata dura lo ammetto, però ce l'abbiamo fatta.
Prima che accadesse tutto questo mi ero immaginata di vivere gli ultimi mesi nel modo più spensierato possibile e godermi la mia pancia e la mia bimba perché sono momenti unici che non tornano».

Il body shaming: "Piangevo di nascosto"

Ma, come se la pandemia non bastasse, Monika è stata anche vittima di body shaming, in italiano: atto di derisione del corpo, deridere qualcuno. Una pratica purtroppo entrata in auge da quando i social network imperano nelle nostre vite e tra filtri, angolazioni e make up, fanno sembrare tutti perfetti, creando un'idea sbagliata di bellezza. Monika racconta che, durante gli ultimi mesi della gravidanza e subito dopo il parto, è stata vittima di qualche attacco di body shaming. Non bisogna pensare per forza a insulti pesanti, ma peggio, a sottili allusioni che si radicano nel cuore di chi è sensibile o in un momento di fragilità (come dopo aver dato alla luce un figlio):

«I chili in più ho iniziato a metterli circa a 5 mesi, ho messo 1kg e mezzo i primi 4 mesi. Il primo episodio di body shaming è accaduto su Instagram: una ragazza ha fatto notare che stavo "lievitando" e io all'inizio l'ho presa male, avevo messo una foto e l'ho cancellata, sbagliando, e mi sono sentita brutta e inadeguata nonostante il momento bellissimo che stavo vivendo.
Poi appena partorito, è naturale avere la pancia molle e larga, ma sempre sui social una ragazza mi ha detto che avevo la pancia come un budino, molle e senza tono...ho cancellato anche quella foto. Sbagliando nuovamente perché l'ho data vinta a lei e mi sono sentita brutta. Ho ricevuto anche messaggi su messenger e facebook da parte di uomini che dicevano "Non ti preoccupare che prima o poi torni normale", sottointendendo che non lo fossi in quel momento.
Anche li sono stata male, possibile che davanti a una donna che diventa mamma sappiano solo sottolineare con superficialità che ha messo dei chili? Non vedono la luce negli occhi? La felicità?».

Dopo il parto volevo dimagrire subito, ma poi ho capito che il mio corpo aveva fatto la cosa più bella: custodito una vita

«Quando ho partorito, continua Monika, io mi piacevo, avevo dei chili in piu ma ero diventata mamma! Dopo questi episodi però ho cominciato a non piacermi più molto, volevo dimagrire subito, non mi andava più di mangiare.
Non mi entravano piu i miei vestiti e ho pensato che forse mi vedevo bella solo io, ma per gli altri ero brutta e grassa e molte volte scoppiavo a piangere in bagno anche di nascosto.
Poi mi sono resa conto che sbagliavo a sentirmi cosi, che il mio corpo per 9 mesi ha custodito la vita, che è stato un miracolo bellissimo e che la cellulite e qualche smagliatura sulle cosce sono il segno di questo grande e magnifico cambiamento, che bisogna andarne fiere e sorridere sempre. Tutte possono tornare in forma, con calma, costanza e soprattutto con grande serenità psicologica.

I social ci mettono davanti le foto delle modelle magrissime dopo una settimana dal parto e cosi la società ci vuole super belle, super magre. Anche gli uomini forse dovrebbero far sentire a proprio agio le donne senza paragonarle alla Diletta Leotta di turno, prima di tutto rispettarle perché hanno dato la vita e poi amarle cosi come sono, perché ogni donna è molto di più di un bel corpo»

Monika però ci tiene molto a precisare che il suo compagno e padre della sua bimba l'ha sempre fatta sentire bellissima e coccolata, che il problema nasceva dai social e da lei stessa. 

«Alla fine non volevo più nemmeno andare al mare per timore di sentirmi dire che ero grassa , poi ho detto: "Ma chi se ne frega ci vado lo stesso sono donna tanto quanto loro!".
Purtroppo tante giovani sono fissate con l'apparenza e non fanno altro che scattarsi selfie per sentirsi accettate dagli altri, per sentirsi belle e desiderate. Io non ho la 38 ma sono felice. Sono una mamma appagata».

Monika è mamma da 3 mesi e mezzo, e, fidatevi, è in splendida forma. Lo è sempre stata bella, anche quando era incinta. Ma quello che è successo a lei, di sentirsi inadeguata a causa di stereotipi o di persone superficiali, potrebbe capitare a tutte le donne, specie quando sono in periodi di fragilità, come dopo aver dato alla luce un figlio. 

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«Il solo consiglio è quello di non permettere a nessuno di farvi sentire inadeguate e rovinarvi un momento intenso come la maternità. Una donna vale comunque più del suo involucro. È bene ricordarlo sempre. Meno filtri e più sensibilità farebbero bene a molti.»

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