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Cementificazione in provincia di Como, persi 300mila metri quadrati di suolo nel 2020: l'appello di Friday For Future

Cabiate maglia nera del territorio comasco

Dall'ultimo rapporto ISPRA emerge come il consumo di suolo non si è arrestato nemmeno nell'ultimo anno. Nella sola provincia di Como sono stati persi 299300 metri quadri di suolo vergine. 
Ciò significa che nonostante la maggior sensibilità dell'opinione pubblica sulle questioni ambientali, la cementificazione si è divorata ancora un numero troppo elevato di aree verdi naturali.

A Como e provincia

Andando più nel dettaglio, in provincia di Como il Comune maglia nera per il più alto tasso percentuale di consumo di suolo si conferma essere Cabiate con il suo 56,3% di territorio comunale urbanizzato. Per quanto riguarda invece l'incremento assoluto maggiore il fanalino di coda è Erba con 6,68 ettari di aree urbanizzate in più rispetto al 2019.

E il capoluogo? Anch'esso non va certamente bene. La città di Como non ha raggiunto ancora il consumo di suolo zero con un incremento di 1,14 ettari di suolo urbanizzato rispetto all'anno precedente.

In Lombardia

Venendo invece al livello regionale la situazione non presenta cenni di miglioramento. Con 756 ettari di suolo consumato in un anno, la Lombardia si piazza prima in Italia in termini assoluti di suolo cementificato per anno. Hanno inciso sicuramente in questo trend le politiche della regione volte alla realizzazione delle grandi opere infrastrutturali.

L'appello di FFF

"Come cittadini - commenta Matteo Aiani, tra i referenti di Friday For Future a Como - ci sentiamo in dovere di premere sulla politica locale affinché vengano salvaguardate le ultime aree verdi del nostro territorio. Serve immediatamente arrestare il consumo di suolo e anzi, cominciare a decrementare i tassi di aree urbanizzate, riqualificando le numerose aree dismesse presenti. Ricordiamoci sempre che l'ambiente ci offre degli importanti servizi ecosistemici, tra cui l'approvvigionamento di beni alimentari, la regolazione del clima locale e la depurazione delle acque meteoriche. Il danno causato dalla cementificazione selvaggia si sta traducendo in costi aggiuntivi per la popolazione con conseguente danno (anche economico) alla nostra società. Serve agire ora per risolvere la crisi ecologica - conclude Aiani -. e dire stop al consumo di suolo e maggiore riqualificazione delle aree dismesse".

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