Domenica, 26 Settembre 2021
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L'artista di strada solitario e la sua domenica bestiale a Como

Marco, sconsolato: "In questa città non si ferma nessuno ad ascoltare la musica"

Ieri a Como era una bella giornata, tiepida come a primavera. Il clima per la verità era però quello un po' freddino di un Carnevale senza sentimento nè storia: nessuna sfilata, solo tanti coriandoli e molti vestiti spesso per lo più comici. Nulla a che vedere, tanto per fare due nobili paragoni con quanto successo lo stesso giorno a Cantù e soprattutto il giorno precedente a Schignano. In mezzo a questa non festa alla quale hanno però partecipato migliaia di persone, c'è finito anche Marco, un artista di strada catapultato nell'austera Como dal Sud. 

Ora si sa che a Como gli artisti di stada hanno sempre avuto vita difficile, la loro musica è stata spesso avvertita come un "rumore" tanto che, proprio in questi giorni, la loro presenza in città è stata regolamentata da alcune disposizioni del Comune. Ignaro dell'arido clima che si respira a Como, Marco ha prima suonato qualche pezzo in via Vittorio Emanuele per poi spostarsi in piazza Boldoni, spalle all'Upim. Alla vigilia del compleanno di Lucio Dalla, che oggi avrebbe compiuto 76 anni, lo ha omaggia con un paio di canzoni, ovviamente 4 marzo 1943, seguita da Com'è profondo il mare. Poi Pino Daniele con la cover di Quando chiove. Nulla, il gelo. Allora, lui che è mezzo napoletano e mezzo siciliano ha provato ad animare la piazza con Tu vuò fà l'americano di Renato Carosone. Nulla, il gelo. Solo un bambino dai riccioli biondi, non ancora investito dal rigore, ha mosso qualche passo. 

Quando Marco si è accorto che lo osservavo alle spalle, mi si è avvicinato timidamente e mi ha chiesto: "Ma tu sei di Como?". "Sì, certo, perché?", gli ho risposto già temendo il seguito. E infatti Marco mi ha confessato il suo sconforto: "Capisco di non essere un fenomeno, però ieri a Parma, anche se  c'era molta meno gente di quella che c'è oggi qui, in molti si avvicinavano ad ascoltare quilche canzone. Perché a Como non lo fa nessuno?". Provo a giustificare la città con il Carnevale (che non c'è) e la sua gente con il fatto che in molti probabilmente sono turisti distratti, ma non sono troppo convincente. Nemmeno gli racconto dell'albo degli artisti di strada, che lui non deve sostare più di un'ora (per la verità si è arreso molto prima) nello stesso posto, che la sua esibizione non deve arrecare disturbo alla quiete pubblica e in ogni caso che Marco non può avvalersi di microfoni, sistemi di amplificazione o casse acustiche. Mica che poi qualcuno rischia di sentirlo.

E siccome alla fine quasi nessuno si è accorto di lui, forse la canzone più adatta è stata l'ultima, quella di Fabio Concato: Una domenica bestiale. Difficilmente quel fuorilegge di Marco, che sparava canzoni che non hanno ferito nessuno nemmeno con il suo micidiale microfono amplificato, tornerà a Como per chiedere l'iscrizione all'albo. 

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